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Allenarsi aria aperta cancro

Allenarsi aria aperta cancro

Oggigiorno, la tutela degli spazi verdi nell’ambiente urbano è un tema centrale nelle politiche ambientali e di salute pubblica. L’ambiente naturale ha un “effetto salutotropo” in termini di riduzione dello stress e incremento del sistema immunitario (WHO, 2016). Infatti, sempre più studi scientifici stanno evidenziando come il contatto con la natura fornisca esperienze ristorative dallo stress e dalla fatica fisica e mentale e migliori la salute e il benessere (Ohly et al., 2016; Porcherie et al., 2017).

Secondo l’attention restoration theory (Kaplan & Kaplan, 1989), l’ambiente naturale consente alle persone di recuperare un efficiente ed effettivo funzionamento cognitivo. In altre parole, essere immerso nella natura permette di mantenere più a lungo l’attenzione diretta, uno dei meccanismi cognitivi più importanti impiegati quotidianamente nel momento in cui ci si concentra nell’esecuzione di un compito o di uno stimolo. Inoltre, l’ambiente naturale favorisce un più rapido recupero dei meccanismi inibitori, necessari per evitare distrazioni, esponendo a stimoli che attirano interesse in modo spontaneo e attivando l’attenzione involontaria. Immaginiamo ad esempio di camminare a Villa Borghese a Roma tra gli alberi autunnali. Il contatto con la natura e l’aria aperta rendono sicuramente meno pesante l’allenamento e permettono di allontanare i pensieri negativi, aumentare la creatività e il problem solving e mantenere attive le capacità di memoria e concentrazione.

Ad ogni modo, qualunque sia l’attività che si sceglie, che sia una camminata veloce, nuoto, canottaggio, Nordic Walking, yoga, pilates o Qigong, l’esercizio fisico all’aria aperta è un potente strumento per mitigare gli effetti collaterali dei trattamenti oncologici e massimizzare l’efficacia delle cure.

Qual’è la differenza tra praticare esercizio fisico a contatto con la natura o in aree urbane o, ancora, in palestra e spazi al chiuso in termini di benessere psicofisico?

I ricercatori della sezione di endocrinologia del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’invecchiamento dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara “G.d’Annunzio”, in collaborazione con l’Unità Operativa di chirurgia generale ad indirizzo senologico dell’Ospedale “G.Bernabeo” di Ortona, all’Associazione ISA ed alla Cooperativa “Il Bosso”, stanno avviando uno studio volto ad indagare l’effetto della pratica di diverse discipline motorie sui parametri psicofisici delle donne operate di cancro al seno in contesti outdoor (cioè, all’aperto) e indoor (cioè, al chiuso). Come spiega Andrea Di Blasio nel testo “Il metodo ISA. Gli esercizi- l’esercizio fisico per il recupero dal cancro alla mammella”:

“Allenarsi per la salute into the wild è uno studio pilota, ideato sulla base di alcune evidenze presenti in letteratura scientifica che attestano come già il semplice contatto con la natura influenzi lo stato di salute delle persone”

Allenarsi aria aperta cancro 3

La prima fase di ricerca, partita il 24 settembre 2018, ha coinvolto 28 donne operate per cancro al seno, divise in tre gruppi, ciascuno dei quali rispetta un piano di allenamento che prevede la pratica di canoa canadese, Nordic Walking o camminata veloce e una disciplina di fusione tra yoga e pilates all’aria aperta, in ambiente urbano e in palestra (sostituendo la canoa canadese con un allenamento in modalità circuit training).

Il progetto ha l’obiettivo di verificare se l’esercizio fisico svolto in ambiente naturale abbia effetti psicofisici diversi da quello praticato indoor o in ambiente urbano, in donne trattate per cancro al seno. Per tale verifica, i ricercatori hanno proposto alle partecipanti una serie di test psicologici, mentre a livello endocrinologico è stato monitorato l’andamento dei livelli di cortisolo e DHEAS, due importanti ormoni coinvolti nella regolazione del benessere psicofisico di tutti gli individui. Infatti, il cortisolo è più noto ai più come l’ormone dello stress, mentre il DHEAS come ormone del benessere. L’importanza di misurarli entrambi deriva dalla loro stretta collaborazione, nel senso che quando i livelli di cortisolo sono bassi, quelli di DHEAS sono alti e l’effetto è una sensazione di energia e vitalità. Al contrario, quando i livelli di cortisolo sono alti, quelli del DHEAS sono bassi e il risultato è una percezione di stanchezza.

Allenarsi aria aperta cancro 4

Precedenti studi condotti dal gruppo di ricerca di Di Blasio hanno già dimostrato come un allenamento annuale sia in grado di aumentare i livelli DHEAS nelle donne operate di cancro al seno, con una associata riduzione dei livelli di cortisolo e un miglioramento della qualità del sonno e della qualità della vita in generale  (Di Blasio et al., 2017).

Nella sua prefazione al libro Di Blasio conclude:

“In base alla letteratura esistente ci aspettiamo che i risultati migliori sullo stato psicologico delle pazienti vengano dalle sessioni di allenamento in contesto naturale, in particolare attraverso la canoa canadese e yoga-pilates, mentre per quanto riguarda i parametri endocrinologici non azzardiamo previsioni per il momento. Siamo curiosi di scoprire se prevarrà l’effetto della stimolazione motoria, di quella ambientale-paesaggistica oppure di entrambe.

Aspettiamo di avere i primi dati”

Dunque, questo progetto mira ad aggiungere un tassello nel mosaico della conoscenza degli effetti dell’esercizio fisico sulla salute delle donne con cancro al seno e contribuisce alla costruzione di utili linee guida operative per strutturare piani di allenamento personalizzati, che rispondano in maniera efficace alle condizioni e alle necessità contingenti di ciascuna donna.

Sofia Anzeneder ©

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