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Cancro al seno è normale avere problemi di memoria e concentrazione 1

Cancro al seno è normale avere problemi di memoria e concentrazione 1

È normale avere problemi di memoria e concentrazione? La risposta della scienza è sì. I fattori che possono scatenare tale condizione clinica, conosciuta ai più con il nome di  “chemobrain”, possono essere diversi, così come i meccanismi biologici. Ma a tutto c’è sempre, o quasi, una soluzione.  

Problemi di memoria, attenzione e concentrazione sono sintomi spesso riportati da donne con cancro al seno, soprattutto durante il periodo di terapia. Durante le mie interviste, mi è capitato di incontrare donne che lamentavano difficoltà riscontrate nell’aiutare il proprio figlio ad effettuare semplici operazioni matematiche come moltiplicazioni e divisioni. Altre donne, invece, hanno riportato eventi quali il dimenticarsi cosa acquistare dal supermercato, 5-10 minuti dopo aver deciso cosa fosse necessario comprare. Altre ancora hanno testimoniato di non riuscire a rimanere concentrati su un compito cognitivamente semplice, per più di una manciata di minuti. Ad ogni modo, a prescindere dal caso specifico, queste donne hanno provato una sensazione di preoccupazione e smarrimento, in quanto si trattava di eventi anomali mai accaduta prima.

Ma i sintomi non si limitano alla memoria, attenzione e concentrazione: colpiscono il globale funzionamento cognitivo. Infatti, spesso, le donne riportano un “rallentamento dei riflessi mentali”, ossia di quella funzione chiamata, in gergo, capacità di processamento delle informazioni. Per esempio, un segnale del mondo circostante quale un semaforo verde, viene registrato dai nostri sistemi senso-percettivi, il nostro cervello elabora l’informazione,  ossia “semaforo verde = puoi attraversare”, e invia segnali ai nostri muscoli per rispondere coerentemente con quel segnale, cioè attraversare. Quando la capacità di processamento delle informazioni rallenta, abbiamo bisogno di più tempo per elaborare tali stimoli. Un altro sintomo spesso riportato dalle donne è la sensazione di smarrimento. In particolare, mi colpì una donna che, durante un’intervista, disse:

“esco di casa per andare in città e comprare qualche regalino di Natale. Ma, mentre mi dirigo verso la fermata del bus, mi capita di non ricordare più dove fossi. Come se tutto, attorno a me, fosse nuovo; come se lo vedessi per la prima volta. È durato poco, ma ancora me lo ricordo tanto per quanto mi son preoccupata.”

Continuando, la donna mi racconta di aver provato la medesima sensazione mentre era sul bus e, altre donne, come lei, hanno riportato la stessa esperienza. Come si può facilmente immaginare, la preoccupazione a tal riguardo è molta. La paura che ciò possa essere riconducibile a qualcosa di più grave rispetto alla malattia stessa, non è insolita. Molte si domandano se tutto ciò faccia parte della malattia o se sia un normale effetto collaterale delle terapie oncologiche. Con il presente articolo vorrei proprio cercare di rispondere a tale domanda e preoccupazioni.

Cancro al seno è normale avere problemi di memoria e concentrazione 2

Dunque, alla domanda è normale avere problemi di memoria e concentrazione?, la risposta della scienza è “sì!”. Infatti, studi scientifici hanno riportano tale sintomo in un massimo di 75 pazienti su 100 durante il periodo di terapia e fino al 60% dei pazienti nel periodo post-terapia, a seconda della tipologia di cancro e terapia seguita [1], [2]. Per quanto riguarda, nello specifico delle donne con cancro al seno, tali sintomi sono stati riscontrati in 70 donne su 100 durante il periodo di terapia [3], [4], protratti fino ad un massimo di 20 anni [5] – almeno per quanto la scienza ne sappia.  

Tale perdite di memoria e difficoltà a concentrarsi rientrano nel quadro clinico chiamato, volgarmente, “chemobrain” o “chemofog”. Il primo termine è stato coniato per indicare gli effetti deleteri della chemioterapia (“chemo”) sul cervello (“brain”). Il secondo, invece, fa riferimento alla “nebbia mentale” (“fog”) determinata dalla chemioterapia. Come si può notare, entrambi i termini fanno pensare a tali sintomi come una conseguenza diretta della chemioterapia. In realtà, negli anni, la scienza ha dimostrato che tali sintomi sono presenti anche in pazienti che seguono terapie diverse dalla chemio, come la radio- oppure ormone- terapia. Inoltre, essi si manifestano non solo durante, ma anche prima e dopo la terapia stessa [6]. Per tale ragione, tale condizione clinica viene più propriamente chiamata, oggi, “cancer-related cognitive impairment” (CRCI), che tradotto significa “compromissione cognitiva relativa al cancro”.  

Cancro al seno è normale avere problemi di memoria e concentrazione 3

Uno dei meccanismi alla base del CRCI è la compromissione del normale funzionamento delle cellule del sistema nervoso conosciute con il nome di “cellule staminali nervose” [7], [8]. Un altro meccanismo di mediazione di tale manifestazione clinica è l’aumento dei processi infiammatori per via del rilascio di proteine da parte di cellule del sistema immunitario, come l’interleuchina 1 [9]. Altri meccanismi coinvolti potrebbero essere: riduzione di materia grigia e bianca nel cervello; riduzione della comunicazione tra le varie aree cerebrali; perdita di equilibrio tra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico; insolita attivazione di uno dei principali assi endocrinologici coinvolti nel funzionamento cognitivo, l’asse ipofisi-ipotalamo-surrene.

Considerando che il CRCI si manifesta, non solo durante il periodo di terapia, ma anche prima e dopo queste, diversi scienziati hanno condotto studi per comprendere quali possano essere i fattori scatenanti. Alcuni hanno individuato il disturbo post-traumatico da stress [10]. Infatti, il momento in cui il medico comunica la diagnosi rappresenta, per molte, un evento traumatico che genera un forte stress tale da sfociare in disturbo psichiatrico. Altri ricercatori hanno dimostrato che l’aumento del tempo passato a riposo sul letto o divano è uno dei comportamenti deleteri per il normale funzionamento cognitivo [11]. Ulteriori variabili psicologiche che influiscono sullo sviluppo del CRCI sono l’ansia, la depressione, la paura e preoccupazione circa le sorti della propria vita in relazione alla malattia [12].      

In uno dei prossimi articoli vedremo qualche soluzione per contrastare tale declino cognitivo legato al cancro e alle terapie oncologiche. Nel frattempo, suggeriamo di inserire le seguenti abitudini nella vostra vita quotidiana:

  • seguire un’alimentazione sana e completa di tutti i micro e macronutrienti indispensabili per un corretto funzionamento del nostro organismo;
  • ridurre il tempo passato in attività sedentarie;
  • camminare il più possibile.

Cancro al seno è normale avere problemi di memoria e concentrazione 4

A proposito dell’attività fisica, il team di NEMO è a vostra completa disposizione per suggerirvi cosa fare per migliorare la memoria, attenzione e concentrazione mediante semplici esercizi. Se tale declino, invece, dovesse compromettere seriamente lo svolgimento della regolare conduzione della vostra vita, suggeriamo di rivolgervi al vostro medico di fiducia che saprà indirizzarvi ai migliori specialisti nei diversi settori della vostra zona.

Nel frattempo, #BeActive e #BeStrong.

Antonio De Fano ©

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