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Cancro al seno l’importanza di una corretta alimentazione 1

Cancro al seno l’importanza di una corretta alimentazione 1

Mangiare in modo corretto è importante non solo per prevenire il cancro, ma anche per ridurre il rischio di recidiva. Una sana alimentazione può, dunque, diventare un’alleata perfetta per prevenire e trattare il cancro al seno, contribuendo a sentirsi meglio e limitando gli effetti collaterali delle terapie.

In Italia, nella donna, il cancro al seno è il tumore che viene diagnosticato con maggiore frequenza. ll rischio di sviluppare il cancro al seno raddoppia ogni decennio fino alla menopausa, dopo di che rallenta l’aumento [1]. Tuttavia, una diagnosi di cancro al seno è spesso più comune dopo la menopausa. I tassi di sopravvivenza complessivi per il cancro al seno variano in tutto il mondo, ma in generale sono migliorati. Questo perché l’accesso alle cure mediche sta migliorando in molte nazioni – tra cui anche l’Italia – e la maggior parte dei casi di cancro vengono diagnosticati in uno stadio iniziale e ben localizzato. Inoltre, sono disponibili interventi chirurgici mirati e trattamenti adiuvanti personalizzati. Ad oggi, quindi, anche l’aspettativa di vita è notevolmente migliorata grazie ad un insieme di fattori, tra cui, una maggiore sensibilizzazione a questo problema da parte della popolazione e a un sempre maggiore interesse negli stili di vita sani, tra cui, una corretta nutrizione.

Attraverso numerosi studi, i ricercatori hanno scoperto che alcune abitudini alimentari sono protettive nei confronti di numerose malattie, mentre altre, ne possono aumentare il rischio. L’organizzazione internazionale chiamata World Cancer Research Fund International (WCRF) ha come missione proprio quella di raccogliere, elaborare e diffondere i dati relativi alle reciproche influenze tra alimenti, stili di vita e cancro [2]. Nel 2018, il WCRF ha raccolto l’evidenza scientifica oncologica più aggiornata (riguardante anche il cancro al seno), sia per la prevenzione sia per il trattamento, stilando delle linee guida. Poiché il nuovo rapporto è stato originariamente pubblicato in lingua inglese, abbiamo ritenuto necessario e utile, tradurre e collezionare le più importanti raccomandazioni. In generale, questo nuovo rapporto sottolinea come la sedentarietà e l’assunzione di cibi raffinati, a elevato contenuto calorico, stiano alla base dello sviluppo di condizioni di sovrappeso e obesità, oggi identificate tra le principali cause dell’aumento dell’incidenza delle patologie tumorali, in tutto il mondo [3]. Vediamo insieme, dunque, le raccomandazioni alimentari, ma non solo, da tenere sempre a mente per una vita più salutare.

Mantenere un peso salutare

Obiettivi per un peso corporeo ottimale sono:

  1. Mantenere un peso salutare, definito da un Indice di Massa Corporea (IMC) tra i 18,5 e 25. L’IMC è un parametro che mette in rapporto il peso e l’altezza di un soggetto, oggettivando la struttura corporea dell’individuo. Si calcola dividendo il proprio peso espresso in chilogrammi, per il quadrato dell’altezza espressa in metri (qui, un calcolatore online).
  2. Cercare di mantenere un adeguato peso, durante tutta la vita.
  3. Evitare l’aumento della circonferenza vita. Un aumento della circonferenza vita è determinato prevalentemente da un aumento di peso e di massa grassa non solo a livello sottocutaneo, ma specialmente viscerale e addominale.

Come dimostrano vari studi, e come già affrontato in un nostro precedente articolo (qui), essere in sovrappeso, oppure obesi, durante l’età adulta, aumenta il rischio di cancro al seno in post-menopausa.

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Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni

Importante è camminare tutti i giorni a passo veloce ed evitare di stare seduti senza alzarsi, per lunghi periodi di tempo. Inoltre, sarebbe opportuno limitare le abitudini sedentarie quali, ad esempio, guardare la televisione, stare al computer o al telefono. Intraprendere un percorso di attività fisica e mantenersi fisicamente attivi, infatti, riduce il rischio di cancro al seno, in premenopausa così come in post-menopausa. Fare attività fisica porta ad una riduzione del grasso corporeo, tra cui, il grasso sottocutaneo e quello viscerale, andando così a modificare una serie di fattori endocrini, ormonali e di crescita, che possono influire sulla suscettibilità al cancro.

Infatti, l’attività fisica migliora la sensibilità all’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che, insieme al glucagone, si occupa della regolazione degli zuccheri del sangue e permette l’ingresso del glucosio (uno zucchero) all’interno delle cellule. L’insulina, inoltre, partecipa alla regolazione della produzione di colesterolo e degli acidi grassi ed è implicata, insieme all’ IGF1 – un altro ormone simile per struttura all’insulina – nello stimolo alla proliferazione cellulare, un processo fondamentale nella genesi tumorale. L’attività fisica, agendo sulla massa grassa, va a ridurre i livelli di ormoni quali gli estrogeni e gli androgeni, portando ad un minor rischio di sviluppare un cancro. Questi sono ormoni sessuali prodotti soprattutto dalle gonadi, sia maschili che femminili, e hanno un ruolo fondamentale nella stimolazione degli organi sessuali come, ad esempio, la ghiandola mammaria (cioè il seno) [4].

Una dieta ricca di cereali integrali, verdure, frutta e legumi

È importante consumare quotidianamente alimenti che forniscano fibra alimentare. Fondamentale, quindi, includere nella maggior parte dei pasti cereali integrali (esempi: riso, frumento, avena, orzo, segale) e legumi (quali fagioli, ceci o lenticchie). Si dovrebbe consumare almeno cinque porzioni, tra verdura e frutta, ogni giorno. In generale, frutta e verdura, essendo ricche di acqua e fibra, hanno un apporto calorico basso e, soprattutto quando consumate in varietà, rappresentano un’importante fonte di vitamine, sali minerali e altre molecole benefiche, tra le quali troviamo i fitocomposti. Queste molecole svolgono un’azione antinfiammatoria e hanno convalidate proprietà anti-cancerogene. Sono, infatti, sostanze in grado di inibire le reazioni di ossidazione e quindi la formazione di radicali liberi, i quali sono una delle concause dello sviluppo di tumori.

Occhio ai cibi pronti!

Limita il consumo di alimenti elaborati, ricchi di grassi, amidi o zuccheri, come gli snack, i cibi da strada, patatine, merendine, biscotti, dolciumi, barrette e caramelle. Questo perché una dieta troppo ricca di alimenti altamente energetici, come, ad esempio, gli alimenti di produzione industriale, è strettamente correlata ad un aumento del rischio di sovrappeso e obesità. Queste condizioni, oltre ad aumentare il rischio di cancro, possono influenzare l’insorgenza di altre patologie croniche (per esempio, cardiovascolari e metaboliche, quale il diabete). Gli alimenti ad alta densità energetica, ossia, i cibi che contengono un elevato apporto calorico in un piccolo volume, forniscono la maggior parte delle calorie per via della loro composizione di grassi e zuccheri, contribuendo all’aumento del peso corporeo. Molti di questi alimenti, però, non forniscono composti utili all’organismo come le vitamine, i sali minerali e i polifenoli, risultando soltanto dannosi per la salute. A causa di questo scarso valore nutrizionale, le loro calorie sono soprannominate “calorie vuote”.

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Limitare il consumo di carni rosse e di carni conservate

Gli alimenti di origine animale consumati all’interno di una dieta sana e ricca di prodotti vegetali rappresentano un apporto di giusti nutrienti e possono rientrare in una dieta considerabile salutare e preventiva. Per quanto riguarda le uova, il latte e i suoi derivati, le carni bianche e il pesce, non esistono ad oggi evidenze che il loro consumo influisca sullo sviluppo delle patologie oncologiche. Per quanto riguarda la carne rossa, invece, i dati raccolti finora dicono che un consumo al di sotto dei 500 g alla settimana non costituisce un pericolo per la salute. Quindi, se si consumano carni rosse, sarebbe meglio limitare il consumo ad un massimo di tre porzioni la settimana (350-500 grammi di peso cotto). Gli insaccati, le carni lavorate e processate sarebbero da eliminare dalla lista della spesa o, per lo meno, da consumare solo occasionalmente. Il collegamento diretto tra il consumo di carni lavorate e il rischio di cancro potrebbe essere legato ai metodi di conservazione (sale, affumicatura, conservanti, coloranti), piuttosto che al contenuto di grassi saturi. Diversi studi epidemiologici, infatti, associano un’alimentazione ricca in grassi saturi ad un aumentato rischio di sviluppare tumori al colon, al retto e all’endometrio [5, 6].

Più acqua, meno bevande zuccherate

Per mantenere un’idratazione adeguata, è meglio bere acqua e non consumare bevande zuccherate. Queste ultime hanno un ruolo cruciale nell’aumento del peso, soprattutto se consumate con regolarità. Questo effetto negativo non è dato soltanto dall’apporto calorico, bensì dalla loro incapacità di saziare, portando a un consumo smodato. Anche quando parliamo di bevande zuccherate parliamo di “calorie vuote”, in quanto queste non possiedono un adeguato livello nutritivo, avendo un elevato quantitativo di zuccheri semplici che “prevalgono” sull’apporto delle poche vitamine e sali minerali.

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Limitare il consumo di alcol

L’alcol stimola la produzione di estrogeni e androgeni circolanti nel sangue, ormoni importanti nella crescita e nello sviluppo del tessuto del seno. Se tali ormoni sono in eccesso, si aumenta il rischio di cancro [7]. In aggiunta, durante le terapie è importante sapere che l’alcol può interferire con il funzionamento di alcuni farmaci chemioterapici e radioterapici. Dunque, se proprio non potete fare a meno di un buon bicchiere di vino (e affini), vi consigliamo fortemente di confrontarvi con il vostro medico referente, il quale saprà darvi le giuste informazioni relative alle possibili interazioni [8]. Alcuni studi dimostrano come  il consumo di alcol aumenti il rischio di recidiva del cancro al seno, in particolare nelle donne in postmenopausa. Sebbene ancora non sia stato raggiunto un verdetto unanime, sulla relazione tra consumo di alcol e lo sviluppo di un carcinoma mammario primario, al fine di prevenire un possibile sviluppo di cancro al seno, consigliamo di non bere alcolici [9, 10]. Esiste, infatti, forte evidenza scientifica in favore del fatto che consumare bevande alcoliche aumenti il rischio di sviluppare tumori alla mammella, in postmenopausa [13].

Soddisfa i fabbisogni nutrizionali con la dieta

Per la maggior parte delle persone, è possibile ottenere un’alimentazione adeguata attraverso una dieta sana che includa cibi e bevande adatti, senza aver la necessità di ricorrere all’utilizzo di integratori alimentari. Le vitamine, i sali minerali e gli altri composti, vanno presi in considerazione come parte integrante degli alimenti che li contengono. Le evidenze scientifiche rafforzano questo concetto dichiarando che la migliore forma di nutrimento è rappresentata dagli alimenti e non dai supplementi. Ci sono, poi, particolari circostanze o patologie in cui l’organismo necessita di un aiuto tramite l’uso di supplementi, ma è importante che, in qualsiasi caso, sia un medico a prescriverli e/o suggerirli.

L’unione fa la forza

Ogni persona che ha avuto un cancro al seno, ha una storia diversa. Tuttavia, a prescindere dalla storia di quella persona, è necessario ricordare e sottolineare l’importanza potenziale della dieta, della nutrizione, dell’attività fisica e del ruolo del grasso corporeo, nella sopravvivenza al cancro. Per questo motivo, è necessario che tutte le raccomandazioni fatte fin qui vengano implementate contemporaneamente. Le persone a cui è stato diagnosticato un cancro dovrebbero consultare al più presto un operatore sanitario qualificato, che possa personalizzare l’approccio di trattamento (nutrizionale e d’attività fisica), tenendo conto delle circostanze e dell’esperienza pregressa di ciascuna. Se non diversamente consigliato dal proprio medico, tutte le donne che hanno avuto una diagnosi di tumore, dopo la fase acuta del trattamento, sono invitate a seguire le raccomandazioni su dieta, peso corporeo e attività̀ fisica, valide per la popolazione generale.

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Take Home Message

Il cancro al seno va aggredito su più fronti e l’alimentazione gioca un ruolo importante in questa battaglia. A te che stai combattendo, voglio ricordare che questa patologia può essere sconfitta intervenendo anche sugli stili di vita e andandoli a modificare, seguendo le raccomandazioni riportate nei paragrafi precedenti. Ed è vero: a volte l’ansia e la depressione possono avere la meglio. Tuttavia, tu che sei qui e che stai leggendo, ricorda come tutte queste piccole cose, sommate alle terapie mediche, alla ricerca scientifica continua, al supporto psicologico e all’amore delle persone che ti circondano, possono aiutarti! È importante, quindi, tenere a mente come il movimento, la limitazione del consumo di alcol e della carne rossa (specie se conservata), la rinuncia alle bevande zuccherine, l’aumento del consumo di cereali, frutta, verdura e legumi e l’allattamento al seno (come approfondiremo in seguito), siano la migliore strategia di prevenzione e di trattamento del cancro, specialmente di quello alla mammella. Inoltre, per te che hai già sconfitto il cancro al seno, fai attenzione a rimanere in salute attraverso la dieta e le sane abitudini, al fine di migliorare la qualità di vita e, possibilmente, prevenire le recidive.

Francesca Accardi ©

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Una risposta.

  1. A volte si parla di malattie e diete. effettivamente tutto va ricondotto anche all’analisi con il calcolo dell’indice di massa corporea.

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