fbpx
obesità e cancro 1

obesità e cancro 1

Mantenere un giusto peso corporeo, limitando la massa grassa, è fondamentale per aumentare l’efficienza delle terapie oncologiche e prevenire altre patologie correlate. Scopriamo quale sia il ruolo del grasso corporeo e quanto sia importante diminuirne la quantità, tramite una corretta nutrizione e l’esercizio fisico.

Il benessere personale deriva dalle interazioni che abbiamo con il mondo che ci circonda e dall’equilibrio psico-fisico che riusciamo a raggiungere, e mantenere, giorno per giorno. Tuttavia, con una diagnosi di cancro al seno, è molto probabile che questo benessere si perda o che, perlomeno, venga sconvolto. In articoli precedenti, abbiamo affrontato tematiche molto importanti per il benessere personale della donna con cancro al seno. Ad esempio, abbiamo visto quanto è importante il dialogo con il proprio partner e le terapie di coppia, soprattutto in tema di sessualità e intimità [1, 2]. In aggiunta, abbiamo visto qualche strategia per migliorare i deficit della memoria e della concentrazione, tipici effetti collaterali delle terapie oncologiche [3]. Oggi, invece, parleremo di un aspetto fisico che influisce molto sulla percezione del benessere e che svolge un ruolo fondamentale nella lotta al cancro: la quantità di grasso corporeo.

Durante la somministrazione delle terapie oncologiche, mantenere un’adeguata quantità di tessuto adiposo – ossia, il grasso corporeo – permette un’ottimizzazione del profilo ormonale. Diminuendo la quantità di massa grassa, infatti, si aiuta il sistema immunitario nella risposta anti-tumorale, si sostiene l’effetto delle terapie oncologiche e si riducono le probabilità di sviluppare patologie correlate come, ad esempio, problemi cardiovascolari. Quali sono gli accorgimenti da adottare, per ottenere questi benefici? Esploriamo, per prima cosa, quale sia il ruolo del tessuto adiposo nel cancro al seno, concludendo sull’importanza del fare esercizio fisico e di una corretta nutrizione, per controllare la massa grassa.

obesità e cancro 2

Sovrappeso e obesità

Vi sarà sicuramente già capitato, parlando con familiari e amici, di discutere del vostro peso corporeo. Una parte di quel peso è rappresentato dalla massa grassa, che può essere accumulata in diverse zone del corpo. Tra i vari parametri che possono essere utilizzati per tenere traccia della propria costituzione corporea, vi è l’Indice di Massa Corporea (IMC), calcolato facilmente sapendo il vostro peso (in chilogrammi) e l’altezza (in metri). Questo indice permette di oggettivare la vostra composizione corporea e di farsi un’idea approssimativa anche sulla percentuale di massa grassa presente. Sebbene abbia alcune limitazioni applicative e non rappresenti perfettamente la distribuzione nel corpo, rimane comunque un valido parametro da considerare. Per esempio, se pesaste 65 kg e foste alte 1,6 m, il vostro valore IMC sarebbe 25,39 – da 65/(1,6 x 1,6). Se così fosse, sareste definite in “sovrappeso”, secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Infatti, secondo tale classificazione, valori IMC compresi tra 25 e 29,99 indicano una condizione di sovrappeso, mentre oltre questo valore si parla di obesità [4].

Sebbene l’Italia si attesti tra i Paesi europei a più bassa frequenza di nuovi casi di obesità all’anno, ciò non toglie che anche nel nostro Paese questo fattore sia in aumento [5]. Il rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane del 2017, così come i più recenti dati dell’Istituto Superiore della Sanità e del Ministero della Salute Italiana, mostrano tutti uno scenario simile: l’obesità nella popolazione italiana è in aumento, in tutte le fasce d’età [5, 6, 7]. Più precisamente, nella popolazione adulta (fascia 18-65), le condizioni di obesità sembrano essere più frequenti tra le donne [5]. Come evidenziato da uno studio condotto dall’Università Statale di Milano, le cause più probabili dell’aumento percentuale di obesità sono da imputarsi a vari fattori ambientali e ai nuovi stili di vita, adottati negli ultimi decenni [8]. Tutto ciò è ulteriormente aggravato da una limitata esecuzione di attività fisica. L’Italia, infatti, si attesta al 20° posto tra i Paesi europei, per livello di attività fisica settimanale adeguata [5].

obesità e cancro 3

Il ruolo del grasso corporeo

Che relazione hanno il tessuto adiposo e il cancro al seno? Sicuramente, si può affermare che questa sia multifattoriale e che, di conseguenza, vada affrontata a piccoli passi. La comunità scientifica sostiene, da molto tempo, come l’avere un’appropriata quantità di grasso, in relazione al proprio sesso e alla la propria fascia d’età, siano fondamentali nella prevenzione e nella lotta al cancro [9]. Le situazioni di obesità e di sovrappeso – seppur quest’ultima, in misura minore – alimentano un profilo ormonale negativo, diminuendo l’efficienza del sistema immunitario e favorendo lo sviluppo tumorale.

Il tessuto adiposo non è solamente un semplice accumulo di grasso corporeo o un inestetismo. La sua particolare struttura biologica gli permette di comportarsi come una ghiandola endocrina, producendo molecole quali le adipochine, gli estrogeni e l’enzima aromatasi, caratteristico del tessuto adiposo [10]. Queste molecole hanno molteplici funzioni e interagiscono, normalmente, sia con altri ormoni sia con il sistema immunitario, al fine di creare un equilibrio funzionale. Secondo recenti ricerche però, l’attore più importante in questo asse adipochine-estrogeni-aromatasi, sembra essere proprio quest’ultimo [10]. L’enzima aromatasi, di norma, converte una parte degli ormoni sessuali androgeni, in estrogeni, assicurando una determinata proporzione tra i due e l’equilibrio di varie funzioni corporee. Tuttavia, nella persona obesa, questo enzima è attivato più frequentemente e in modo intensivo, producendo un eccesso di estrogeni. Questa eccedenza crea un ambiente idoneo allo sviluppo del tumore al seno, favorendo anche la comparsa di altri fattori di rischio ed effetti collaterali [10, 11].

Tra gli effetti collaterali correlati allo scompenso ormonale, possiamo trovare l’insorgenza di patologie secondarie – ad esempio, problemi cardiovascolari – e d’infiammazioni croniche. Le condizioni infiammatorie sono correlate a una prolungata e alta concentrazione di grassi e zuccheri nel sangue [11]. Un prolungato sbilanciamento di questi due fattori, va ad agire sulla normale produzione d’insulina, ormone dai molteplici compiti. Tra le sue funzioni, troviamo il ruolo di gestione degli zuccheri, la produzione di colesterolo e la stimolazione della riproduzione cellulare. In casi di obesità, la regolarizzazione di queste tre funzioni – gestione, produzione, stimolazione – viene stravolta, con un eccesso di elementi infiammatori (ad esempio, un eccesso di glucosio) e una maggiore stimolazione di riproduzione cellulare. A causa di complessi processi biologici – che non affrontiamo qui, data la vastità e i tecnicismi di cui dovremmo parlare – questi squilibri possono creare una condizione detta di ‘insulino-resistenza’. Essa provocherebbe un circolo vizioso, con un maggiore rilascio di grassi e un’aumentata concentrazione di zuccheri nel sangue, favorendo indirettamente, per esempio, l’infiammazione di vari tessuti e l’occlusione dei vasi sanguigni.

Schema riassuntivo del ruolo del grasso

obesità e cancro 4

Diventa ovvio, dunque, che controllare la quantità di massa grassa può aiutare a diminuire la produzione ormonale del tessuto adiposo e contrastare i suoi effetti negativi. Una soluzione unica per la perdita di grasso, però, non esiste. Nel caso specifico del cancro al seno, la ragione è da imputarsi alla presenza di diversi fattori che rallentano, o favoriscono, la mobilitazione del grasso corporeo e il suo smaltimento. Tra questi fattori troviamo l’età alla diagnosi, la tipologia di tumore al seno diagnosticato e la fase del ciclo riproduttivo nella quale ci si trova – età fertile, pre-menopausa o menopausa [10, 11, 12]. Ad ogni modo, sebbene alcuni di questi fattori appena citati non siano direttamente controllabili, ve ne sono altri sui quali possiamo, invece, avere molta influenza: la nutrizione e l’attività fisica.

obesità e cancro 5

Esercizio e nutrizione

A tutti i benefici dell’esercizio fisico regolare, visti anche in articoli precedenti, si aggiunge quello del poter agire sulla mobilizzazione e smaltimento della massa grassa, utilizzando il grasso come fonte d’energia. Riducendo la quantità totale di grasso nel corpo, si va indirettamente a ridurre la capacità del tessuto adiposo di comportarsi come ghiandola endocrina. Si riesce di conseguenza ad ottenere più controllo su alcuni fattori di rischio come, ad esempio, i livelli dell’estradiolo – il più importante degli estrogeni [10, 11, 12, 18]. I benefici maggiori dell’attività fisica si possono notare soprattutto sulle donne in sovrappeso e su quelle nei limiti di IMC definiti come ‘normale’ – tra 18,5 e 24,99.

Una condizione di obesità, se prolungata nel tempo, risulta invece meno responsiva alla sola attività fisica [12]. La ragione è da cercarsi nella multifattorialità dell’obesità che, purtroppo, modifica in modo più complicato i vari equilibri del corpo. Ciò non vuol dire che l’esercizio fisico sia meno utile in questa categoria, bensì che devono essere attuate diverse strategie, contemporaneamente. Ѐ qui che entra in gioco una nutrizione appropriata. Recenti studi hanno evidenziato come l’unione di una corretta nutrizione, una restrizione calorica (almeno del 30%) e l’esecuzione periodica di attività fisica, migliorino la qualità di vita e la prognosi a lungo termine [10, 12]. Questa combinazione, infatti, ridurrebbe i livelli dei fattori infiammatori e degli estrogeni grasso-dipendenti [10]. Inoltre, come ipotizzato da uno studio congiunto dell’Università Statale di Milano, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’Istituto Jules Bordet di Bruxelles, diminuendo gli stati di obesità e sovrappeso si potrebbe ridurre la probabilità di recidive [14].

obesità e cancro 6

Quali sono, allora, i corretti parametri nutrizionali e di allenamento da seguire? L‘efficacia dei piani riabilitativi varia da donna a donna ed è per questo che va personalizzata il più possibile. Sebbene l’esercizio fisico sia sempre benefico, paragonato a situazioni di sedentarietà, due donne affette dallo stesso cancro al seno potrebbero rispondere diversamente ad un dato esercizio. Una donna potrebbe, per esempio, soffrire meno di affaticamento precoce rispetto all’altra, performando meglio. I benefici di quell’esercizio, però, vanno garantiti ad entrambe le donne del nostro esempio. Ѐ proprio qui che l’esperienza di un professionista fa la differenza: assicurare trattamenti adeguati a tutte le donne. Potersi affidare a professionisti competenti può sicuramente aiutare nella comprensione dei propri limiti e dei propri punti di forza. Il team di Nemo – Allenamento e Cancro, affronta da sempre l’importanza di ‘alzarsi e reagire’ al cancro, implementando cure che mirano ad aumentare la qualità della vita, nella sua totalità. In quest’ottica, potete trovare tanti spunti, consigli e strategie per l’allenamento, in alcuni dei nostri articoli [15, 16, 17].

obesità e cancro 7

Take Home Message

Nei paragrafi precedenti, abbiamo esplorato il ruolo negativo che la massa grassa può ricoprire, anche durante le cure. Le situazioni di obesità aumentano gli stati infiammatori e i disequilibri ormonali, creando un ambiente favorevole per il tumore. Questa situazione, però, è reversibile, grazie ad accorgimenti sui livelli di attività fisica e sulla nutrizione. Mantenere un appropriato peso e una sana costituzione corporea sono, dunque, di fondamentale importanza nel mantenimento di un giusto equilibrio psico-fisico, oltre che nella lotta contro il cancro.

Come abbiamo accennato all’inizio di questo articolo, il benessere scaturisce da una mente e da un corpo in salute. Anche secondo l’OMS, la salute non dev’essere vista come assenza della malattia, bensì come una risposta adeguata e proporzionale alla propria condizione. Sfruttate, dunque, ogni occasione per parlare e informarvi con professionisti qualificati. Mettete le scarpe ai piedi e andate a fare una bella passeggiata, cominciando ad esplorare i benefici dell’attività fisica, specialmente quella all’aperto. Imparate a conoscere meglio voi stesse e a sfruttare i momenti dove vi sentite più energiche. Ricordate di mangiare correttamente, seguendo un’alimentazione completa, secondo le indicazioni del vostro nutrizionista. In ogni caso, non temete: nei prossimi articoli parleremo più dettagliatamente anche di alimentazione, dando consigli utili sul come aiutare il vostro corpo, sia durante le terapie, che più in generale. Il team di Nemo – Allenamento e Cancro è a vostra completa disposizione per ogni chiarimento e per ricordavi, come sempre, di quanta forza ci sia in Voi.

L’impresa più ardua è quella che più semplice appare:
vedere ciò che si trova davanti agli occhi.”

[J.W. von Goethe]

Stefano Zampese ©

Categorie:

Nessuna risposta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *