L’attività fisica: una soluzione per contrastare la cardiotossicità della chemioterapia?

Pubblicato da Antonio De Fano il

L’attività fisica una soluzione per contrastare la cardiotossicità della chemioterapia 1

La chemioterapia, così come altre terapie oncologiche, è spesso indispensabile nella lotta al cancro al seno, nonostante la sua cardiotossicità. Altrettanto indispensabile è capire come ridurre gli effetti deleteri di tali terapie a livello cardiovascolare. In questo contesto, l’attività fisica assume un ruolo rilevante nel miglioramento delle condizioni di salute e benessere della donna.

La cardiotossicità della chemioterapia

Attualmente, numerose sono le terapie oncologiche disponibili per il trattamento del cancro al seno. Una tra le più diffuse è la chemioterapia antineoplastica, la cui caratteristica fondamentale è la selettività di bersaglio. In parole semplici, si tratta di terapie il cui obiettivo è colpire le cellule neoplastiche con farmaci detti, appunto, antitumorali. Tuttavia, tale funzione è raggiunta solo in parte. Infatti, le cellule attaccate dai farmaci chemioterapici sono quelle ad alta proliferazione, come, appunto, le cellule tumorali. Ma tra queste troviamo anche altre tipologie di cellule che si replicano velocemente, come le cellule del sangue, dell’apparato gastrointestinale o i follicoli piliferi, giusto per citarne qualche tipologia. Questo è uno dei meccanismi in grado di spiegare alcuni dei principali effetti collaterali legati alla chemioterapia, tra cui l’anemia, l’immunodepressione, vomito, stipsi, nausea e perdita di capelli.

Oltre attaccare le cellule sane ad alta proliferazione in maniera diretta, i farmaci chemioterapici antitumorali attivano una serie di meccanismi caratterizzati da un certo grado di tossicità che inficiano negativamente sul funzionamento di tante altre cellule. Alcuni di questi meccanismi sono l’alterato metabolismo del calcio, l’alterata attività dei mitocondri e lo sviluppo di stress ossidativo. Uno dei principali farmaci chemioterapici utilizzati per il trattamento del cancro al seno con una elevata tossicità per l’organismo è la doxorubicina, antibiotico antineoplastico utilizzato soprattutto nelle prime fasi della malattia. Tra le cellule principalmente colpite dalla tossicità di tale farmaco troviamo quelle del cuore e delle pareti dei vasi sanguigni. Dunque, in questi casi si parla più propriamente di cardiotossicità e alcuni dei principali effetti collaterali sono disturbi del ritmo cardiaco, cardiomiopatie acute o croniche e insufficienza cardiaca [15]. Secondo uno studio pubblicato nel 2010, le donne con cancro al seno trattate con la chemioterapia basata sulla doxorubicina hanno un rischio di sviluppare la cardiotossicità cinque volte maggiore rispetto alle donne non trattate con tale farmaco [3]. Siccome, a volte, l’utilizzo di tale farmaco è di fondamentale importanza al fine del trattamento della malattia, gli scienziati di tutto il mondo sono alla ricerca di una soluzione per annullare, contrastare o ridurre i suoi effetti collaterali. Tra le diverse soluzioni temporanee proposte troviamo proprio l’attività fisica [6].    

L’attività fisica come potente strumento anti-cardiotossico

Le malattie cardiovascolari, insieme agli ictus ischemici, sono le principali cause di morte secondo i dati pubblicati dal Global Health Observatory dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) [7]. Al fine di ridurre il rischio di sviluppare tali malattie è sufficiente ridurre il livello di sedentarietà, indipendentemente dal livello di attività fisica [8]. Questo significa che basterebbe ridurre il tempo passato davanti alla tv, al pc o semplicemente seduti per migliorare la funzionalità del cuore e dell’apparato cardiovascolare, in generale. Tale rischio si riduce ulteriormente se, oltre a limitare le attività sedentarie, si incrementa il tempo impiegato in attività fisica. Questo è il motivo per cui l’OMS ha prodotto e pubblicato le raccomandazioni internazionali in tema di attività fisica e salute per popolazioni sane [9] che, a seguito di numerosi studi scientifici, possono essere considerate efficaci al raggiungimento di tale obiettivo.

L’attività fisica una soluzione per contrastare la cardiotossicità della chemioterapia 2

Considerato il ruolo di “protettore” dalle malattie cardiovascolari, l’attività fisica è stata indicata come potenziale strumento in grado di contrastare l’effetto cardiotossico della chemioterapia. In particolare, si ipotizza che l’esercizio fisico di tipo aerobico, come andare in bici, correre o nuotare, protegga i mitocondri delle cellule cardiache dai danni ossidativi e disfunzioni determinate dalla doxorubicina [10, 11]. A supporto di tale ipotesi, da uno studio condotto su 2.973 donne con cancro al seno non-metastatico, è emersa una riduzione del rischio di effetti collaterali a danno dell’apparato cardiovascolare in coloro che seguivano le raccomandazioni dell’OMS confrontati con chi non seguiva tali raccomandazioni [12]. Tali risultati sono molto incoraggianti dal momento in cui l’attività fisica è un trattamento:

  • economico e, dunque, accessibile a chiunque;
  • che potrebbe essere eseguito in autonomia, previa consultazione del medico e dell’esperto in scienze delle attività motorie e preventive;
  • che potrebbe essere eseguito in compagnia dei propri cari e amici, a due o quattro zampe;
  • che potrebbe essere eseguito in palestra così come a casa, al mare, in montagna o in altri spazi chiusi o all’aperto.

Come già affermato in precedenza, le terapie oncologiche sono indispensabili e imprescindibili nella lotta al cancro al seno, nonostante gli effetti collaterali. Tuttavia, altrettanto indispensabile è capire come ridurre gli effetti deleteri di tali terapie sulla salute e benessere generale delle donne. In questo contesto, l’esercizio fisico viene suggerito come una importante strategia di intervento. Dunque, nei prossimi articoli approfondiremo le modalità mediante cui l’esercizio fisico, e in particolare quello aerobico, agisce da cardioprotettore nelle donne con cancro al seno e quali sono le raccomandazioni a riguardo.

Antonio De Fano ©


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *