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La sindrome da fatica cancro-correlata è uno degli effetti collaterali più diffusi tra le donne con cancro al seno. Tuttavia, i sintomi possono essere contrastati efficacemente attraverso l’esercizio fisico. Scopriamo meglio come tale strumento ci può aiutare a combattere questa fastidiosa condizione clinica.

Che cos’è la fatica cancro-correlata?

Uno dei principali effetti collaterali che colpisce la  maggior parte delle donne con cancro al seno è sicuramente la sindrome da fatica cancro-correlata. Questa condizione clinica è caratterizzata da una sensazione di stanchezza “estrema”, che d’ora in poi chiameremo fatigue per distinguerla dalla normale fatica che tutti noi conosciamo e che può essere determinata, per esempio, da una faticosa giornata di lavoro o un allenamento molto intenso. La cosiddetta fatigue viene definita come una sensazione di perenne stanchezza e spossatezza, sia fisica che psicologica, che non si risolve con il riposo o il sonno. In campo medico e scientifico viene addirittura definita come una sindrome e colpisce fino al 90% delle donne con cancro al seno, durante o dopo le terapie oncologiche. Inoltre, essa può protrarsi  anche 10 anni dal termine dei trattamenti [1].

La comunità scientifica inquadra la fatigue come una sindrome multidimensionale, ossia, che coinvolge più aspetti della vita di chi ne soffre. In particolare, essa compromette la dimensione fisica, psicologica e sociale dell’individuo, con sintomi che hanno un impatto negativo sulla qualità di vita e sulla capacità di svolgere le normali attività della quotidianità.

Quali sintomi manifesta?

I sintomi caratteristici di questa condizione sono molteplici e variano molto da persona a persona. Infatti, la fatigue si manifesta in maniera altamente soggettiva, e ogni donna può percepire maggiormente alcuni effetti e sentire meno altri. i. Tra i sintomi più comuni riportati dalle donne con cancro al seno troviamo:

  • Sintomi di natura biologica: capogiri, dolore e debolezza muscolare, fatica ad alzarsi dal letto, sensazione di estremo sforzo per attività quotidiane, perdita di appetito e conseguenti squilibri nutrizionali;
  • Sintomi di natura psicologica: ansia, depressione, alterazioni del ciclo sonno-veglia, assenza di motivazione;
  • Sintomi di natura cognitiva: ridotta capacità di attenzione e concentrazione, sensazione di perdita della memoria a breve termine e perdita dell’equilibrio;
  • Sintomi di natura socio-relazionale: diminuzione dell’interesse nelle attività abituali e nelle relazioni interpersonali, isolamento sociale, cattivo umore costante accompagnato da frustrazione ed irritabilità.

Tutti i sopracitati sintomi conducono a quello che viene chiamato come “circolo vizioso della fatica” [2] .

La fatigue porta, infatti, ad uno stato di inattività fisica generale che potrebbe sfociare in uno stile di vita sedentario. Quest’ultimo genera un peggioramento delle proprie capacità fisiche e funzionali, inducendo a sua volta una perdita del tono e del tessuto muscolare. Tutto ciò non fa che aumentare il grado di fatica percepita dalla donna, minando anche la sua indipendenza e autosufficienza nelle attività quotidiane più comuni, come andare a prendere i figli a scuola e andare a fare la spesa.

Perchè mi sento sempre stanca?

Le cause responsabili della fatigue sono tutt’ora oggetto di studio da parte della comunità medico-scientifica, in quanto risultano complesse da individuare. Infatti, come abbiamo già detto, la manifestazione di tale sindrome è eterogenea e ciò, unito alla sua natura multifattoriale, la rende particolarmente difficile da studiare al fine di comprendere le cause che la scatenano. Tuttavia, ad oggi si conoscono molti dei meccanismi fisiologici responsabili della sua comparsa e questi sono principalmente legati agli effetti collaterali delle terapie oncologiche. Nonostante queste ultime siano di fondamentale importanza per il trattamento e cura della malattia, la terapia oncologica può causare diversi effetti indesiderati che contribuiscono alla manifestazione di questa sindrome. Tra le principali cause correlate alla comparsa di fatigue troviamo:

  • Anemia: la ridotta quantità di globuli rossi nel sangue influisce negativamente sulla capacità del trasporto di ossigeno ai muscoli, incrementando lo sforzo richiesto per svolgere una determinata attività ed il conseguente grado di affaticamento.
  • Squilibri nutrizionali: le alterazioni dell’appetito e la nausea indotta dalle terapie oncologiche causano un inadeguato apporto di nutrienti e una conseguente diminuzione del livello di energia dell’individuo.
  • Bisogno di energie “extra”: lo scopo delle terapie contro il cancro al seno, come la chemioterapia e la radioterapia, è di distruggere le cellule e i tessuti che compongono la massa tumorale. Il corpo ha, quindi, bisogno di energia “extra” per smaltire le cellule cancerose distrutte dalle terapie, per liberarsi dalle scorie e per formare nuove cellule sane.
  • Squilibri di natura ormonale e metabolica: i farmaci usati nei trattamenti oncologici (es: farmaci chemioterapici, terapie ormonali) sono in grado di modificare l’attività del nostro sistema neuroendocrino, imputato alla secrezione di ormoni, e quello metabolico, creando alterazioni a livello dellasse ipotalamo-ipofisi-surrene ed influenzando varie attività come la produzione di ormoni (come cortisolo e GH), l’attività mitocondriale e dei metabolismi energetici.
  • Stato infiammatorio cronico generale: le donne con cancro al seno che manifestano la fatigue presentano generalmente elevati valori di Proteina C Reattiva, neopterina, linfociti T ed Interleuchina IL-6 disciolti nel sangue [3]. Essi sono considerati biomarcatori di uno stato di infiammazione cronica generale dell’organismo, ossia molecole che possono essere misurate, indicando la presenza di una malattia, un cambiamento fisiologico e/o una risposta a un trattamento.

Da non sottovalutare, quando si parla di fatigue e cancro al seno, sono tutte le problematiche della sfera psicologica come ansia, depressione e i problemi del sonno. In particolare, esse generano un’aumentata produzione del cortisolo, conosciuto come l’ormone dello stress – in quanto la sua produzione aumenta in situazione di maggiore affaticamento. Queste condizioni di forte stress psicologico, che vanno ad aggiungersi alla condizione di infiammazione sistemica presente nel nostro organismo, non fa altro che aumentare ulteriormente il grado di fatica percepita dalla donna.

Come posso combattere la Fatigue?

Fortunatamente, esiste uno strumento molto efficace ed efficiente, in grado di aiutare tutte le donne che soffrono di questa sindrome ad alleviare i propri sintomi: stiamo parlando dell’esercizio fisico.

Il termine esercizio fisico comprende tutte quelle attività motorie in cui i movimenti del corpo sono ripetuti, programmati, strutturati e finalizzati in maniera specifica al miglioramento della forma fisica [4]. Iniziare un percorso di esercizio fisico produce molteplici adattamenti dell’organismo, sia a livello fisico sia mentale, che aiutano ad invertire il circolo vizioso caratteristico della fatigue e contribuiscono a ripristinare il benessere psicofisico di ogni donna. La ricerca scientifica ci conferma che uno dei principali meccanismi tramite cui un programma di esercizio fisico porta ad una riduzione del livello di fatica percepita è il miglioramento del fitness cardiovascolare e della forza muscolare [5]. Ciò implica che la donna dovrà compiere uno sforzo minore per compiere le attività della vita quotidiana, sentendosi quindi meno stanca.

Un altro parametro da tenere sotto controllo ai fini di ridurre il livello di fatigue è il grasso corporeo. Infatti, alte percentuali di massa grassa sono associate ad un maggiore livello di fatica percepita nei pazienti oncologici [6]. Svolgere regolarmente esercizio fisico (prevalentemente aerobico, come la corsa, nuoto o andare in bicicletta), insieme ad una corretta nutrizione, può darci una grossa mano, in quanto è in grado di contrastare l’accumulo di grasso corporeo e di portare svariati benefici alle donne con cancro al seno, come descritto precedentemente in uno dei nostri articoli.

E non è tutto. Come già espresso sopra, infatti, il cancro al seno e le terapie ad esse associate creano un livello di infiammazione sistemica che “affatica” il nostro organismo, in quanto deve continuamente combattere con agenti che esso riconosce come estranei. Ѐ stato dimostrato che l’esercizio fisico induce un marcato aumento delle citochine anti-infiammatorie, diminuendo nel contempo il livello di numero fattori correlati ad un stato di infiammazione cronica dell’organismo (es: TNF-α, Proteina C-reattiva e adipochine pro-infiammatorie) [8]. Pertanto, una minore concentrazione di queste sostanze nel nostro corpo porterà ad un minor livello di infiammazione sistemica e, di conseguenza, un minor grado di fatigue nelle donne con cancro al seno [9].

Di estrema importanza è anche la componente psicologica che l’esercizio fisico regolare ha sulle donne con cancro al seno. Esso infatti è in grado di indurre diversi cambiamenti positivi legati alla sfera psicologica della donna ed al suo rapporto con la malattia ed il trattamento, come ad esempio una maggior fiducia in sé stessi, una migliorata immagine corporea di sè stessa ed un superiore senso di controllo sulla malattia [10]. Tutti questi risultati, insieme ad una riduzione del dolore percepita dalla donna, la spronano ad impegnarsi sempre di più, a porsi nuovi obiettivi, allontanando il cattivo umore ed i pensieri negativi riguardanti la sensazione di stanchezza cronica, come confermato dalla letteratura scientifica.

In conclusione

In questo articolo abbiamo avuto modo di leggere come un fastidioso e abbastanza frequente effetto collaterale, conosciuto come sindrome da fatigue, derivante dal cancro e dalle relative terapie oncologiche, può andare ad influire negativamente sulla vita delle donne con cancro al seno. Abbiamo parlato di come si manifesta e quali sono le possibili cause, offrendo anche una soluzione: l’esercizio fisico. Questo è di fondamentale importanza ogni qualvolta si vuole affrontare il problema della fatica cancro-correlata. Nonostante possa sembrare un controsenso, è importantissimo che le donne che soffrono di questa fastidiosa sindrome pensino all’esercizio fisico come ad una medicina, come un’abitudine che porterà  i suoi frutti.

All’inizio non sarà sicuramente facile alzarsi ed allenarsi, ma con il tempo i miglioramenti e gli adattamenti vi aiuteranno a tornare attive ed energiche. Per iniziare è sufficiente anche una breve camminata, una passeggiata con il proprio animale domestico o un breve giro in bicicletta. Passo dopo passo, aumentando gradualmente la durata e l’intensità degli allenamenti, i miglioramenti saranno tangibili. Va detto che, considerata la grande varietà e severità delle forme in cui la fatica può presentarsi, capita molto spesso che sia sottostimata e di conseguenza diagnosticata tardivamente, anche a distanza di anni. Ma questo non deve scoraggiare: non è mai troppo tardi per iniziare a sentirsi meglio! Il team di Nemo – Allenamento e Cancro è sempre a vostra disposizione per chiarimenti e consigli inerenti a trattamenti personalizzati. Non esitate a contattarci!

Mattia Pirani ©

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