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intimità cancro al seno1

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Affrontare l’intimità e la sessualità dopo una diagnosi di cancro al seno, dovrebbe essere una priorità fondamentale tanto quanto la definizione di una terapia farmacologica. Il benessere psico-fisico della donna con cancro al seno deve anche passare tramite la comprensione e l’accettazione di una nuova intimità. Esploriamo, in questo articolo, la relazione tra intimità e terapie oncologiche.

Il Quadro Generale

Non nascondiamolo: le donne hanno una marcia in più e sono una forza della natura, senza pari. Una diagnosi di cancro al seno può, però, stravolgere gli equilibri personali, intaccando l’immagine che una donna ha di sé stessa. Come abbiamo già visto in articoli precedenti, il periodo di terapia è particolarmente difficile per una donna: ricorrente affaticamento, morale sottotono e problemi di memoria (affrontato già qui). Si attua, quindi, un fenomeno a cascata che influisce su molte delle sicurezze personali. Tra queste, spesso vengono intaccati due sfere fondamentali per la donna, ossia la femminilità e la sessualità. Affrontiamo, dunque, il tema particolarmente delicato della relazione tra intimità e le terapie oncologiche.

“E senza seno? Sarei in grado di guardarmi ancora allo specchio e sopportare questo corpo? Sarei in grado di piacermi e di piacere alle persone che amo?”

Queste sono solo alcune delle preoccupazioni che, qualche anno fa, una mia cara amica mi confidò poco dopo aver scoperto di avere un cancro al seno. Ogni anno tante donne, come lei, si sentono attaccate nel loro intimo. Una delle principali cause è sicuramente l’insieme delle terapie, indispensabili per il trattamento e la cura del cancro al seno. Nei prossimi paragrafi parleremo dell’importanza dell’intimità nella vita di una donna e della sua famiglia, per poi parlare dell’impatto delle terapie e concludere con qualche piccolo suggerimento.

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Una vita di qualità: più intimità

La sessualità rappresenta, per moltissime persone, un elemento fondamentale per vivere una buona vita di qualità. Contribuisce alla sensazione di felicità e autodeterminazione, aumentando la ‘sensazione di pace’ tra mente e corpo, agendo sullo stress [1]. Inoltre, rappresenta una componente importante per la creazione di una relazione sentimentale duratura, la quale può a sua volta generare una zona di comfort sicura. Tuttavia può capitare, in alcuni casi, che l’inizio delle terapie oncologiche coincida con una libido alterata o ridotta. Questo può essere il risultato sia di eventi psicologici complessi, sia di alcuni normali effetti collaterali degli agenti terapici, nel breve e/o nel lungo periodo. Ovviamente, con una diagnosi di tumore si pensa di doversi preparare al peggio. Questa reazione, seppur lecita, non deve però dominare la mente.

Molti esponenti della comunità scientifica sostengono, infatti, che prendersi cura del proprio benessere, congiuntamente alle terapie oncologiche tradizionali, gioca un ruolo fondamentale nella  lotta di un cancro [2, 3]. Si tratta, dunque, di aggiungere ‘qualità di vita’ alla ‘quantità di vita’, soprattutto guardando in prospettiva del periodo post-terapeutico. In questo contesto, tener conto della sessualità e dell’intimità è importante soprattutto per tornare a condurre una vita normale e di qualità, dopo la malattia.

Successivamente alla diagnosi, una ridotta intimità potrebbe esser considerata poco importante, poiché si pensa principalmente a sopravvivere al cancro. Spesso, però, questa bassa priorità rimane anche sul lungo termine, influenzando negativamente la qualità di vita. Si aumenta lo stress, la probabilità di depressione, si ha un ulteriore impatto negativo sull’intimità e sulla relazione di coppia, creando un circolo vizioso [4]. L’impatto psicologico di tutto ciò varia, ovviamente, da persona a persona, in base alle proprie strategie di adattamento. Ciascuna donna è differente e può riscontrare diversi problemi o incertezze, durante le cure. Di conseguenza, data l’estensione dell’argomento, parleremo per ora solo degli aspetti fisici, dedicando in futuro più spazio alla pura componente psicologica.

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L’impatto delle terapie

Ad oggi, sappiamo che il cancro al seno non è più una malattia mortale, ma una malattia trattabile, da cui si può addirittura guarire. Si è giunti a questo risultato grazie all’innovazione scientifica, al miglioramento dei trattamenti farmacologici e, in generale, all’operato dell’intero sistema sanitario nazionale. Tuttavia, come tutti sappiamo, ogni farmaco ha specifici effetti collaterali. Più in generale, tutte le terapie possono portare a secchezza vaginale, dolori vaginali, una ridotta libido o ad una ridotta sensibilità del seno. Tra le terapie oncologiche tradizionali, affrontiamo qui di seguito solamente la chemioterapia e la mastectomia. Queste terapie, infatti, possono essere quelle con gli effetti collaterali più rilevanti e seccanti, in relazione all’intimità.

La chemioterapia

Le cellule tumorali sono cellule ad alta velocità di replicazione, che il nostro corpo non riesce a regolare. L’utilità della chemioterapia si manifesta proprio su questo meccanismo. Grazie alla sua composizione tossica per le cellule a rapida replicazione, la chemioterapia ha la capacità di frenare e/o ridurre consistentemente il tumore [5]. Di conseguenza, essa rappresenta, ad oggi, uno dei trattamenti più efficaci nella lotta al cancro. Come la donna con cancro al seno ben sa però, ha qualche antipatico effetto collaterale. Questa terapia colpisce tutte le cellule a rapido ricambio, quindi non solo le cellule tumorali, ma anche i tessuti sani, quali i capelli e le mucose [5]. Dalla perdita dei capelli, alla ridotta idratazione vaginale e all’induzione dell’affaticamento rapido – anche in intimità – la chemioterapia non è certamente una terapia leggera e gradevole. La donna potrebbe di conseguenza sentirsi scoraggiata e fisicamente meno attraente, con il risultato di raggiungere una situazione di stress e di stallo sulla propria libido.

La mastectomia

Molte delle donne con cancro al seno possono essere sottoposte ad un intervento di chirurgia di rimozione del seno, parziale o totale. Viene eseguito spesso in concomitanza con la chemioterapia, piuttosto che la radioterapia, ai fini di ridurre la dimensione del tumore [5]. Si tratta di un intervento chirurgico che viene effettuato quando il tumore è circoscritto e isolabile [6]. Il principale effetto collaterale di questa operazione, però, è la possibile variazione del segnale nervoso, in termini di frequenza e intensità. Infatti, seppur eseguita in modo ottimale, durante una mastectomia alcuni piccoli fasci nervosi del seno potrebbero venire intaccati. Questi nervi, normalmente adibiti alla percezione del tocco e della suzione, potrebbero dunque perdere di sensibilità. L’alterazione, influenzerebbe il modo in cui il cervello percepisce il piacere tattile, coinvolgendo a cascata gli altri centri del piacere nel cervello. Tutto ciò si potrebbe rispecchiare dunque sulla libido, l’elasticità vaginale, il raggiungimento e l’intensità di un orgasmo.

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Non Disperiamoci!

Le terapie oncologiche tradizionali hanno un impatto non indifferente sul corpo e sulla mente. Vedendo cambiare la propria fisionomia, la percezione del proprio corpo e la capacità di provare piacere, la vita della donna con cancro al seno può risultare estenuante. Questi cambiamenti, però, non sono irreversibili! Affrontarli poco alla volta, con l’aiuto di terapisti e professionisti di settore esperti, deve essere la chiave di speranza per una nuova vita, più serena.

Nel prossimo articolo, esporremo in modo semplice e diretto qualche soluzione più elaborata per i problemi d’intimità, sia personali che di coppia. Per il momento, il nostro più grande suggerimento è quello di cominciare a capire con voi stesse quali siano le vostre paure o preoccupazioni, inerenti all’intimità. Fate una semplice lista di qualche punto veramente importante per voi e cercate di dargli una priorità. In questo modo, sarà più facile cominciare la discussione con il vostro medico e con il vostro partner, facendogli veramente capire cosa volete risolvere. Sarà più facile anche per voi stesse capirvi, avendo esplorato una parte della vostra mente che magari vi era sconosciuta. Tutto questo, insieme agli accorgimenti che vi proporremo nel prossimo articolo, servono realmente a rimettere voi stesse al centro di controllo della vostra vita.

Infine, cercate di rimanere attive, in tutti i sensi. Uscite a passeggiare con i vostri cari, fate esercizio fisico e cercate di ascoltare il vostro corpo. Fate esercizi di memoria, compilando cruciverba, o inventando favole da raccontare ai vostri figli, piuttosto che al vostro partner – abbiamo parlato qui dei benefici . Cercate di mangiare cibi sani che vi diano soddisfazione e tenete sotto controllo l’idratazione. Sarà certamente difficile ricominciare o mantenere alcune di queste attività, ma vi assicuriamo che vi renderete conto dei benefici sul lungo termine. Come sempre, il team di Nemo – Allenamento e Cancro è a vostra disposizione per chiarimenti e consigli inerenti a qualunque domanda sul cancro al seno che possiate avere. Non esitate dunque a contattarci. Un caloroso abbraccio e al prossimo articolo.

“Non augurate alle persone ‘buona fortuna’.
Augurate loro di innamorarsi, ché si è più felici.”

[Anna Salvaje, Twitter]

Stefano Zampese ©

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