fbpx
Lo studio PreHAB

Lo studio PreHAB

Con pre-riabilitazione si intende un programma di esercizio fisico strutturato che coinvolge il paziente oncologico prima dell’inizio delle terapie, chirurgia inclusa. La validità della pre-riabilitazione quale strategia per prevenire complicanze post-operatorie e ridurre la degenza è ben documentata. Ma possiamo aspettarci qualcosa di più? Un recente studio suggerisce che l’esercizio pre-riabilitativo possa alterare in senso positivo il microambiente del tumore.

Introduzione

Nessuno di noi sognerebbe mai di affrontare una gara di triathlon senza essersi prima allenato a dovere. Se qualcuno ci facesse una proposta del genere o, peggio ancora, ci dicesse che non abbiamo possibilità di scelta e dovremo necessariamente competere, credo proprio non ci piacerebbe e nessuno potrebbe sottrarci ad una buona dose di panico. Ebbene, a volte penso che, al netto delle molte emozioni e della serietà della situazione, la sensazione provata da una donna dinanzi ad una diagnosi di tumore al seno abbia a che fare con quella appena descritta. Mastectomia radicale, quadrantectomia e lumpectomia sono solo alcune delle tipologie di intervento chirurgico a cui, in più del 90% dei casi, essa dovrà sottoporsi, a seconda dell’estensione e della tipologia di tumore. Poi la radioterapia, la chemioterapia e la terapia ormonale, nelle loro diverse combinazioni, faranno parte di un percorso di certo lungo ed impegnativo a cui non si è pronti, ma per cui ci si può in parte preparare. Se, infatti, non è pensabile correre l’Iron Man senza stancarsi, non è mai troppo tardi per allenarsi al massimo per essere competitivi, avendo cura di non perdere neanche un attimo di tempo. 

Concedendoci una semplificazione al limite dell’eccessivo, il concetto alla base della pre-riabilitazione non è troppo distante da questo. Di pre-riabilitazione vi abbiamo già parlato un po’ di tempo fa, soffermandoci su come un programma strutturato di attività fisica, da svolgere nel periodo che precede la chirurgia, sia importante per prevenire successive complicazioni, ma anche per abbreviare i tempi del soggiorno in ospedale ed i giorni di assenza dal lavoro per malattia. Tuttavia, uno studio recente, il PreHAB, suggerisce che la pre-riabilitazione possa avere anche un impatto più profondo sulla malattia, attraverso la modifica dell’espressione di numerose molecole all’interno del tumore. Scopriamo insieme i dettagli.

 

 Lo studio PreHAB

Lo studio PreHAB

 

Lo studio americano PreHAB ha visto il coinvolgimento di 48 donne, arruolate tra il 2011 ed il 2015 da diversi centri specializzati nella malattia oncologica, con lo scopo di capire la validità e la fattibilità di un programma di pre-riabilitazione per le donne con tumore al seno. Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: il primo, di controllo, ha seguito un programma di sostegno di tipo psico-sociale, attraverso l’utilizzo di un’audioguida e di alcuni manuali di supporto nella preparazione al percorso oncologico; il secondo gruppo, invece, ha seguito un programma strutturato di attività fisica, e per questo lo chiameremo “gruppo allenato”. 
Oltre ai numerosi parametri antropometrici influenzabili dall’esercizio fisico, come il peso corporeo, lo studio ha preso in esame i potenziali cambiamenti a livelli ematico (ossia, del sangue) e la natura stessa del tumore. Infatti, il tessuto tumorale raccolto mediante biopsia al momento della diagnosi è stato confrontato con quello raccolto al momento dell’espianto chirurgico e, quindi, dopo il periodo di allenamento.  

Le prime importanti differenze sono saltate fuori dal confronto degli esami del sangue dei due gruppi di donne coinvolte nello studio: nel gruppo allenato è stata rilevata una diminuzione dei livelli di leptina, cambiamento che non si è manifestato nel gruppo di controllo.  La leptina è un ormone importante prodotto essenzialmente dal tessuto adiposo (il grasso, per intenderci) e conosciuto principalmente per il suo ruolo da co-protagonista nella regolazione del senso di sazietà: quando i livelli di leptina sono bassi, anche il senso di sazietà è basso. Tuttavia, per quanto questa rappresenti, in qualche misura, la sua funzione principale, alla leptina va anche l’infelice compito di promuovere uno stato generale di infiammazione. In particolare, a ridotti livelli di leptina corrisponde anche un ridotto rilascio di diverse citochine infiammatorie. Dunque, già nel breve periodo, l’attività fisica contribuisce alla riduzione dell’infiammazione sistemica attraverso la riduzione della leptina.  

 

I cambiamenti, tuttavia, non si fermano qui. Infatti, l’analisi del tessuto tumorale ha mostrato come l’attività fisica protratta per un periodo di 29 giorni, sebbene insufficiente a ridurre la proliferazione o indurre la morte delle cellule tumorali, riesca a modificare diversi processi all’interno del tumore. Semplificando, è stato osservato che molte molecole coinvolte in specifici processi, in particolare quelli relativi alla risposta immunitaria e all’infiammazione,  erano presenti in quantità maggiore nei tumori provenienti dal gruppo allenato. Al contrario, nel gruppo di controllo, che non è sottoposto ad alcun programma di allenamento, non si osservavano cambiamenti di sorta. Ciò suggerisce che la pre-riabilitazione possa contribuire a stimolare in modo positivo l’attività del sistema immunitario all’interno del tumore. In modo simile, è stato osservato come il percorso di pre-riabilitazione abbia favorito una tendenza alla diminuzione del numero di cellule del sistema immunitario esprimenti la proteina FOXP3 presenti all’interno del tumore. Questo tipo di cellule, appartenenti alla famiglia dei linfociti T, hanno la capacità di spegnere le difese immunitarie del corpo dirette ad impedire la formazione del tumore. Una loro diminuzione suggerisce la presenza di un sistema immunitario più attivo e pronto a combattere efficacemente la malattia. Tuttavia, considerato il numero basso di donne coinvolte nello studio, sarà necessario estenderlo per ottenere informazioni più certe e significative riguardo a questo specifico punto. 

 

Riassumendo quanto ci siamo raccontati fino ad ora, un percorso di pre-riabilitazione di 29 giorni, svolto nel periodo che intercorre tra la diagnosi di tumore e l’intervento chirurgico, è in grado di iniziare a indurre alcuni cambiamenti positivi all’interno del corpo del paziente e del tumore stesso. Nel dettaglio, è stata osservata:

  • Una diminuzione, nel circolo sanguigno, dei livelli di leptina, un ormone coinvolto nella regolazione del senso di sazietà e dell’infiammazione. 
  • L’aumento, all’interno del tumore, di molecole appartenenti a numerosi processi e, in particolare, alla risposta immunitaria e infiammatoria.
  • La tendenza alla diminuzione del numero di cellule esprimenti FOXP3, o linfociti T regolatori, all’interno del tumore. 

 

Questi cambiamenti ci parlano di un sistema immunitario attivato dall’esercizio fisico e, probabilmente, più efficace nel combattere il tumore. 

 

L’allenamento seguito dalle donne di PreHABL’allenamento seguito dalle donne di PreHAB

 

Finora abbiamo parlato dei risultati promettenti dell’attività fisica sulle donne con cancro al seno prima dell’intervento chirurgico di rimozione del tumore, in un’ottica di pre-riabilitazione. Ma a quale tipo di attività fisica ci stiamo riferendo? Si è trattato, innanzitutto, di un intervento progressivo, ossia caratterizzato da un aumento graduale dello sforzo fisico. Infatti, lo studio ha previsto un aumento del livello individuale di attività fisica, fino alla soglia prevista dal progetto, ossia  220 minuti a settimana. Il monte ore complessivo è stato organizzato settimanalmente nel modo seguente:

  • 40 minuti di allenamento di forza
  • 180 minuti di esercizio aerobico moderato.


Dei trainer specializzati dell’American College of Sports Medicine si sono occupati di supervisionare due sessioni settimanali di allenamento da 60-90 minuti. Durante il resto della settimana, le donne sono state invitate a ripetere gli esercizi appresi durante sessioni autonome di allenamento, organizzate in 30-45 minuti di esercizio aerobico e 20 minuti di allenamento di forza. Cosa molto importante, le pazienti sono state responsabilizzate e rese partecipi del proprio cambiamento,attraverso la richiesta di contribuire in modo autonomo e non supervisionato al raggiungimento del livello di attività fisica previsto dal programma. A tal fine, è stato previsto un intervento di supporto di natura socio-comportamentale.  Inoltre, con il duplice scopo di monitorare i progressi raggiunti e motivare le donne a condurre una vita quanto più attiva possibile, queste sono state dotate di un contapassi. L’insieme di questi semplici passi ha contribuito all’ottenimento di un ottimo livello di partecipazione delle donne e ad un reale cambiamento dello stile di vita, oltre agli effetti fisiologici di cui abbiamo parlato in precedenza

I pazienti cosa ne pensano della pre-riabilitazione?

 

Come già accennato, è bastato un breve periodo di pre-riabilitazione della durata di circa un mese, ossia l’intervallo medio che passa tra la diagnosi e l’intervento chirurgico, per innescare diversi cambiamenti interessanti non solo all’interno del tumore, ma anche nello stile di vita e nello stato di salute generale delle pazienti. Un dato altrettanto importante è rappresentato dall’entusiasmo delle donne verso il  programma di allenamento, dato che si riflette nell’adesione elevata. Infatti, quasi la totalità delle donne coinvolte, ha incrementato il proprio livello di attività fisica e completato il programma con successo [1].

 

Da questo punto di vista, i risultati sono in accordo con uno studio dell’Università di Toronto, mirato a valutare la fattibilità dell’introduzione di un programma di pre-riabilitazione per le donne con tumore al seno all’interno del percorso ospedaliero. Anche in questo caso, le partecipanti al programma hanno aumentato il proprio livello di attività fisica e riportato numerosi benefici, non solo fisici. In particolare, le pazienti hanno sottolineato il grande valore rappresentato dalla presenza di uno specialista dell’attività fisica in ambito oncologico nel percorso di cura, cosa che ha consentito loro di affrontare il programma con maggiore serenità e di ricevere numerose informazioni e consigli che non sarebbero state in grado di ottenere seguendo un piano di allenamento indipendente. Non solo: ciò ha contribuito a farle sentire più sicure nello svolgere gli esercizi richiesti, certe che le loro necessità fisiche fossero conosciute e comprese da esperti [2]. Questo dimostra, senza dubbio, che al di là dell’aspetto ludico e terapeutico del movimento, la competenza del trainer che supervisiona il programma di allenamento è un aspetto non secondario, sia dal punto di vista medico sia da quello del paziente.

 

Tra i suggerimenti proposti dalle donne alle strutture coinvolte nello studio, c’è quello di affiancare all’attività fisica un supporto psicologico e/o nutrizionale allo scopo di aiutare i pazienti nella gestione dello stress e delle emozioni, oltre che nel miglioramento delle abitudini alimentari [2]. Nemo crede fermamente nella validità di questo tipo di approccio, tanto da aver costruito un team di consulenti che abbracciano anche queste discipline per dare un supporto il più completo possibile ai nostri associati.

In pillole

Così come è difficile arrivare in fondo ad una maratona senza l’adeguata preparazione, affrontare un percorso impegnativo come quello oncologico che, per definizione, entra all’improvviso nella vita di una persona, non è cosa semplice. Negli ultimi anni, un numero sempre crescente di studi sta prendendo in considerazione la possibilità di avviare i pazienti oncologici ad un percorso di pre-riabilitazione, con lo scopo di accompagnarli dal momento della diagnosi a quello dell’inizio delle terapie oncologiche o dell’intervento chirurgico. 

Un approccio di questo tipo, oltre ad avere un effetto positivo ormai consolidato sulla ripresa fisica del paziente e sulla prevenzione di effetti collaterali della chirurgia, come ad esempio la cosiddetta “spalla congelata” [3], potrebbe avere un impatto positivo sul tumore stesso.
Uno studio recente, infatti, suggerisce che la pre-riabilitazione sia in grado di indurre dei cambiamenti all’interno del tumore stesso e la riduzione sistemica dell’infiammazione, effetti che potrebbero avere un impatto positivo sulla risposta generale del corpo alla malattia. 


Ciò su cui tutti gli studi finora condotti sembrano essere d’accordo è la fattibilità dell’introduzione di un programma di pre-riabilitazione all’interno del percorso ospedaliero delle donne con tumore al seno, così come la risposta positiva da parte di coloro che hanno avuto la possibilità di prendere parte agli studi. Inoltre, la presenza di una figura come il cancer trainer, ovvero lo specialista dell’esercizio fisico oncologico, quale parte attiva del percorso di pre-riabilitazione rappresenta per le donne una grande risorsa sul piano professionale ed umano. Egli, infatti, non solo garantisce l’elevata qualità del programma di allenamento, ma rappresenta una figura di riferimento che contribuisce a motivare e rassicurare il paziente.
Il cambiamento radicale della qualità di vita delle donne in rosa passa anche da qui. Ci auguriamo, dunque, che sempre più strutture vogliano intraprendere questa strada e che, chissà, decidano di farlo con noi. 

Silvia D’Amico ©

Ricercatrice in Oncologia Traslazionale, Dottoressa di Ricerca in Biologia Cellulare e Molecolare.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER RIMANERE AGGIORNATO SUI NUOVI ARTICOLI DI NEMO



 

 

Categorie:

Una risposta.

  1. Elena Maria Foglia ha detto:

    A marzo 2020 non funzionava nulla di tutto questo. Mi sono operata al seno, in solitudine, iscritta e associata a nemo ma non ho ricevuto mai informazioni di questo genere. Ho dovuto affrontare la prima parte della malattia da sola ed anche ora sto affrontando tutto con molta difficoltà psicologica da sola. Se esistono vorrei essere inserita in attività previste dall associazione di cui sono associati. Grazie, attendo. Elena 3460808556

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *