Non solo roba da donne: il tumore al seno colpisce anche gli uomini.

Nell’immaginario comune, il tumore al seno è una malattia tipicamente femminile. Tuttavia, anche gli uomini possono ammalarsi, sebbene con una frequenza molto più bassa. Ciò rende difficile condurre studi estesi sull’argomento ed organizzare una adeguata campagna di screening. In questo contesto, una corretta prevenzione, declinata al maschile, è quello che serve. 

Il tumore al seno maschile è da considerarsi un vero e proprio tumore raro. Si stima, infatti, che rappresenti l’1% delle forme di cancro che colpiscono l’uomo e l’1% di tutte le forme di tumore al seno [1]. A causa della sua maggiore incidenza, la ricerca e lo sviluppo di nuovi trattamenti si concentrano essenzialmente sulla cura del cancro della mammella femminile. Le informazioni provenienti da questo tipo di ricerche , però, non sono sufficienti a trattare in modo efficace lo stesso tumore nell’uomo.  Infatti, sono numerosi i fattori biologici che differiscono tra i due sessi e possono influenzare tanto la risposta ai trattamenti, quanto il decorso della malattia [2]. Attualmente, non esiste uno standard di cura per il cancro al seno maschile, cosa che si traduce nel costante bisogno di ulteriori ricerche ed opzioni terapeutiche per questa malattia.

I numeri del cancro alla mammella maschile

Come già accennato, circa l’1% di tutti i casi di tumore al seno interessa gli uomini. Mediamente, l’età di diagnosi è leggermente più alta di quella femminile (68 anni invece di 62), ma la stessa avviene tendenzialmente ad uno stadio più avanzato ed interessa, in circa  la metà dei casi, una malattia di tipo invasivo. Non solo, se intorno ai 60 anni il rischio di insorgenza della malattia nella donna ha ormai raggiunto il suo massimo, nell’uomo continua a crescere col passare degli anni. 

Sebbene si tratti di un tumore raro, sono state identificate una serie di circostanze che predispongono alla sua insorgenza [3]. Tra queste troviamo:

  •   Condizioni genetiche rare, come la sindrome di Klinefelter, caratterizzata dalla presenza di un cromosoma X in più in un individuo di sesso maschile e, conseguentemente, da un alterato bilancio tra ormoni maschili ed ormoni femminili. Questa patologia aumenta di 50 volte il rischio di sviluppare tumore al seno. 
  •   Uso di estrogeni a scopo terapeutico, come nel trattamento del tumore alla prostata o per la transizione di genere da uomo a donna.
  •   Tutte quelle condizioni che portano ad uno sbilanciamento della produzione di ormoni a favore degli estrogeni nell’uomo, inclusi obesità, cirrosi o patologie che causano danno ai testicoli.
  •   Particolari mutazioni genetiche predisponenti all’insorgenza del cancro.
  •   Consumo di alcol, fumo, esposizione a radiazioni in qualità di fattori di rischio addizionali.

Come si cura

Come vi abbiamo già raccontato, a causa delle conoscenze limitate sul cancro al seno maschile, a causa del numero molto basso di casi, le indicazioni per il trattamento di tumori di questo tipo si rifanno largamente a quelle ricavate dagli studi sulla popolazione femminile.

Nel dettaglio, il trattamento di un tumore al seno maschile ad uno stadio iniziale, comprende essenzialmente 4 opzioni che possono essere combinate tra loro:

  •   Chirurgia: per gli uomini si parla spesso di mastectomia radicale, con resezione dei linfonodi ascellari e di quello sentinella.
  •   Radioterapia
  •   Chemioterapia: sebbene ci siano dati limitati sull’uso di questo tipo di terapia nel tumore al seno maschile, i medici che decidono di applicarla prendono in considerazione gli stessi fattori di rischio presi in esame per le donne.
  •   Terapia endocrina: la quasi totalità dei tumori  alla mammella maschili sono positivi per l’espressione del recettore degli estrogeni (ER+); ciò li rende suscettibili alla terapia ormonale con gli inibitori del recettore degli estrogeni.

Per quanto riguarda la malattia in stadio avanzato, si predilige l’utilizzo della terapia ormonale, facendo affidamento all’occorrenza anche sugli inibitori delle aromatasi, riservando l’impiego della chemioterapia solo ai casi più complessi. Attualmente sono disponibili anche alcuni inibitori recentemente approvati per la cura del cancro al seno della donna.

Tumori simili, ma non uguali.

Nonostante si parli di tumore al seno, sia nel caso ne sia affetta una donna sia che ci si trovi dinanzi ad un uomo, i due casi presentano mediamente delle differenze. Gli uomini affetti da tumore al seno, ad esempio, presentano frequentemente alcune mutazioni genetiche che sono molto più rare nei tumori femminili. Ancora, i tumori maschili sono positivi per il recettore degli estrogeni nel 99% dei casi, contro il 77% per le donne [4].
A ciò si aggiungono le dovute differenze biologiche tra i due sessi, che influiscono sul decorso della malattia, ma anche sulla risposta ai trattamenti e sulla gestione degli effetti collaterali. 

La componente ormonale dell’uomo, infatti, ha molto probabilmente un’influenza sul tumore di cui ancora conosciamo troppo poco. Non di meno, i casi di tumore al seno maschile sono così pochi che è difficile organizzare studi organici ed estesi sui pazienti, sebbene si stia iniziando a lavorare in questa direzione.

Complice la diagnosi tardiva della malattia, gli uomini con tumore al seno vengono spesso sottoposti a mastectomia radicale, ossia la rimozione completa del tessuto mammario. Questo perché il cancro insorge spesso nella zona centrale del tessuto e non è semplice separare il tumore dal tessuto sano. Ciò nonostante, l’impatto estetico dell’intervento, che pure c’è, è notevolmente inferiore a quanto avviene nella donna. La quantità di tessuto asportata è generalmente ridotta e sono pochi i casi in cui si rende necessario un intervento ricostruttivo. Con buona probabilità, una diagnosi precoce renderebbe più agevole ed indicata anche una chirurgia meno invasiva. 

L’importanza della prevenzione.

Nell’uomo, la diagnosi di tumore al seno avviene frequentemente ad uno stadio molto avanzato. Conseguentemente, anche l’esito della malattia è mediamente più infausto rispetto a quanto avviene nelle donne. Una delle cause fondamentali di questa differenza è da ricercarsi nella mancanza di prevenzione all’interno della popolazione maschile, sebbene anche le importanti differenze biologiche tra i due sessi possano avere un ruolo. 

L’uomo, infatti, tende erroneamente a considerare il seno come una parte del corpo tipicamente femminile. Di conseguenza, non prende in esame la possibilità di applicare a se stesso alcuni piccoli trucchi ed accortezze ben radicati nella mente delle donne, quali ad esempio l’auto palpazione. È importante non trascurare nulla, non credere che sia impossibile e prestare attenzione ad ogni fastidio e cambiamento. Non c’è nulla da vergognarsi nel chiedere un controllo ad un senologo, anche se si è uomini. È, al contrario, un segno di lungimiranza e conoscenza non indifferente. 

Non bisogna, poi, dimenticare di mantenere uno stile di vita sano, mangiare bene, praticare sport ed evitare il consumo di fumo e alcol. Ciò è tanto più vero nei casi in cui vi sia familiarità per il tumore al seno, anche se i casi di cui si è a conoscenza riguardano solo donne. Alcune mutazioni ereditarie, infatti, sono associate a questo tipo di cancro tanto nell’uomo, quanto nella donna. Essere vigili, allora, diventa la parola d’ordine.

In pillole

Non serve una quarta coppa c per essere a rischio di contrarre un tumore al seno. Il cancro alla mammella può colpire anche gli uomini, sebbene ciò accada solo nell’1% dei casi. A causa della poca conoscenza del tumore al seno maschile e della poca prevenzione svolta in questo senso dagli uomini, spesso, la diagnosi arriva quando la malattia è già in stato avanzato. Esistono diversi fattori predisponenti all’insorgenza del cancro al seno nell’uomo. Tra questi hanno un ruolo prevalente tutti quelli che comportano uno sbilanciamento ormonale a favore degli estrogeni: parliamo di fattori genetici, ma anche collegati a patologie come obesità, cirrosi ed alterazioni a livello dei testicoli. Un ruolo importante è svolto anche da cattive abitudini, quali il consumo di alcol o il fumo.

Come per tutti i tumori, però, la prevenzione rimane l’arma più efficace. Perciò, donne: insegnate ai vostri uomini come fare prevenzione ed accompagnateli in un mondo che conoscono poco, ma farebbero bene a conoscere di più!

Silvia D’Amico©

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