Perché non pratichiamo attività fisica nonostante i suoi benefici?

Pubblicato da Autori Esterni il

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Nonostante i benefici dell’attività fisica evidenziati dalla ricerca scientifica e riconosciuti dai medici, molte donne con tumore al seno non la praticano e rimangono sedentarie. Questo perché le proprie credenze sull’esercizio fisico, le emozioni e le valutazioni cognitive possono influenzare la motivazione a compiere determinati comportamenti salutari, come migliorare la propria alimentazione e praticare attività fisica. È, quindi, importante conoscere quali siano le barriere e gli ostacoli al fine di affrontarli e superarli.

I benefici dell’attività fisica nelle donne con tumore al seno

Ad oggi, l’attività fisica viene considerata uno dei principali “scudi” nei confronti di diversi tumori. I benefici derivanti da un programma di esercizio fisico sono numerosi. Per esempio, riduce gli effetti collaterali dei trattamenti oncologici, il rischio di recidiva [1], previene il decadimento della forza muscolare, l’affaticamento e migliora la forma cardiovascolare [2]. In uno studio condotto da Lee e colleghi (2003), si è visto che le donne fisicamente attive mostravano una riduzione del 20-30% del rischio di cancro al seno rispetto alle donne inattive [3]. I benefici dell’attività fisica non si limitano alla sfera fisica, ma si estendono anche alla salute mentale. Vi è, infatti, un miglioramento dei sintomi depressivi [4], dei sintomi di ansia, angoscia [5], stress [6], disorganizzazione cognitiva, irritabilità, confusione, funzionamento sessuale e ritmo sonno-veglia [7]. Molti studi, inoltre, hanno riferito che l’attività fisica influenza positivamente diversi costrutti dell’immagine corporea come autostima, percezione di sé e del proprio corpo [8]. Per esempio, chi svolge attività fisica ha una migliore percezione dell’immagine corporea e sessuale [9]. Nonostante tali benefici, circa il 70% delle donne con tumore al seno rimangono sedentarie [10]. Questo si pensa sia dovuto all’esistenza di diverse barriere fisiche e psicologiche nel praticare attività fisica durante l’iter terapeutico. Dal momento in cui tali barriere influenzano negativamente le decisioni di iniziare o abbandonare un programma di esercizio fisico, contribuendo al potenziale isolamento sociale [11], diviene importante conoscerne la natura per comprendere quale sia la più efficace ed efficiente strategia di intervento per migliorare la qualità della vita della donna con cancro al seno per mezzo dell’esercizio fisico.

Perché alcune donne con tumore al seno evitano l’attività fisica? 

La motivazione a compiere determinati comportamenti salutari, come migliorare la propria alimentazione e praticare attività fisica, è influenzata da numerosi fattori, tra cui le credenze sull’esercizio fisico, i fattori di natura psicologica e sociale, le risorse economiche e temporali e le valutazioni cognitive individuali. Per esempio, se un individuo prevede di ottenere benefici dall’esercizio fisico, avrà più probabilità di esercitarlo. Similmente, se una persona dimostra un grado elevato di autoefficacia, ossia si sente capace di intraprendere un percorso di allenamento, la stessa avrà più probabilità di iniziare a praticare attività fisica. Al contrario, se una persona dubita della propria efficacia, sarà meno motivata ad impegnarsi in un tale percorso. Questo potrebbe accadere, per esempio, quando la malattia viene percepita come una fonte di limitazione della propria autonomia oppure a causa di una condizione di obesità o sovrappeso. Pertanto, le percezioni negative sulle proprie capacità possono essere così forti da indurre chiunque, comprese le donne con cancro al seno, ad evitare attività caratterizzate da una elevata probabilità percepita di fallimento, a prescindere dalle reali capacità possedute dalla persona. Considerata l’importanza dell’attività fisica per la salute e il benessere delle donne con cancro al seno, è fondamentale comprendere quali siano le barriere logistiche e psicologiche, nonché i fattori motivazionali associati alla decisione di intraprendere un percorso di esercizio fisico. Al fine di aumentare la probabilità che una donna possa iniziare un programma di allenamento protratto nel tempo. La comunità scientifica ha, quindi, analizzato con successo il processo di valutazione dei benefici e dei costi dell’attività fisica [12].

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Quali sono gli ostacoli all’attività fisica? 

La comunità scientifica ha esplorato le barriere e i fattori che contribuiscono all’intenzione delle donne con tumore al seno di non praticare attività fisica. Quella principale è attribuita alla debilitante stanchezza fisica, emotiva e cognitiva legata all’iter terapeutico e più comunemente conosciuta come fatigue [13]. 

Altri ostacoli possono riguardare [1415]:

  • le opinioni e le credenze che la persona ha sull’attività fisica;
  • la mancanza di tempo, di autodisciplina [14] e di divertimento;
  • l’adempiere agli obblighi familiari;
  • fattori legati all’ambiente, come considerarlo non sicuro;
  • i costi elevati;
  • la mancanza di strutture con esercizi su misura.

Anche gli effetti collaterali del trattamento [16], la rigidità articolare, la non conoscenza dei programmi fisici esistenti e dei loro effetti e la mancanza di motivazione possono essere annoverate come barriere all’attività fisica [15]. Infine, alcune emozioni, come la paura, possono influenzare i processi decisionali nello svolgere o meno esercizio fisico. Sander e colleghi (2012), infatti, hanno scoperto che i pazienti con tumore al seno, non sapendo quali esercizi svolgere, segnalavano la paura di esercitarli per le ripercussioni sul proprio corpo [17]. Quando si consiglia un’attività fisica, quindi, potrebbe essere importante affrontare i bisogni psicologici delle donne operate al seno, soprattutto se queste riferiscono una bassa autostima e un umore depresso o ansioso. Le donne con bassa autostima, preoccupate, con umore depresso, tese e/o ansiose hanno, infatti, più probabilità di non iniziare un programma di esercizio fisico. Al contrario, un buon senso di autoefficacia e fiducia in sé sembrerebbero associati a più alti livelli di attività fisica [18].

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Strategie e soluzioni per motivarsi a fare attività fisica

Le principali strategie per motivarsi a fare attività fisica sono:

  • pianificare in modo strategico il tempo, facendo una lista delle priorità e dedicandosi non solo al lavoro e alla famiglia, ma anche al proprio benessere. Per esempio, può essere utile svolgere l’allenamento fisico durante la prima parte della giornata per poi dedicarsi al resto degli impegni. Inoltre, può essere utile provare delle opzioni di allenamento anche di soli 20 minuti, fissare un calendario delle attività fisiche e quantificare gli esercizi eseguiti per decidere come eventualmente variare l’allenamento;
  • allenarsi con un’altra persona con cui si condividono obiettivi di allenamento simili. Oltre a creare complicità, potrebbe essere una leva motivazionale per la regolarità assunta nei confronti dell’attività fisica;
  • allenarsi da casa se i costi sono elevati o se si è impossibilitati ad uscire. Ad oggi, è possibile accedere a numerosi percorsi di allenamento, anche personalizzati, senza la necessità di uscire di casa, grazie alla mediazione delle nuove tecnologie e piattaforme di incontro digitale;
  • ricevere il supporto di esperti in grado di valutare, fissare obiettivi specifici e un programma di allenamento creato ad hoc per il paziente si è mostrato una scelta efficace contro la mancanza di autodisciplina, oltre ad essere efficace in termini di risultato;
  • puntare su obiettivi realizzabili e graduali, rispettando i giorni di recupero, per non trovarsi di fronte ad un’eccessiva fatica accumulata e/o frustrazione dovuta ad un ipotetico fallimento;
  • rendere l’allenamento piacevole o trovare un’attività che possa abbinarsi ad una passione già esistente. Per aumentare l’entusiasmo è utile riprendere le attività sportive di cui si è goduto nel passato, qualora siano state svolte, o provare un tipo di attività adatta alla propria personalità e stile di vita. Per esempio, per gli appassionati di musica, il ballo può essere un’ottima occasione di movimento;  
  • porsi delle sfide, come effettuare più ripetizioni o aumentare gradualmente il peso da sollevare. Importante sarà concentrarsi sull’obiettivo da raggiungere anziché sulla difficoltà dell’esercizio; 
  • farsi delle foto all’inizio di un allenamento e dopo un certo numero di settimane per osservare i potenziali cambiamenti fisici e la crescita muscolare;
  • prediligere attività e/o sport di squadra a quelli individuali. Ne sono esempi il tennis, la pallavolo, escursionismo di gruppo, ma anche danza e yoga. L’aspetto sociale si è mostrato un potente alleato della motivazione e del divertimento;
  • premiarsi con dei piccoli regali ogni volta che si è svolto l’allenamento o si è raggiunto un obiettivo.

Si noti, infine, che molti dei benefici derivanti dall’allenamento strutturato e menzionati nel paragrafo, possono anche essere promossi da attività fisiche generali, come fare le scale anziché prendere l’ascensore, parcheggiare la macchina in un posto sufficientemente lontano dal posto di lavoro per poter essere raggiunto a piedi, fare delle passeggiate con gli amici mentre si scambiano due parole anziché rimanere fermi ad un bar, fare shopping.  

Quali sono i fattori che motivano a svolgere attività fisica?

I fattori motivazionali che inducono una donna con cancro al seno ad intraprendere un percorso di allenamento sono legati al miglioramento della qualità della vita e del benessere psico-fisico. In uno studio di Blaney e colleghi (2011) sono state esplorate le attività fisiche preferite tra le donne con tumore al seno e, tra queste, si ricordano: camminata veloce, esercizi di flessibilità, nuoto, yoga e danza [15]. Inoltre, la maggior parte si sentiva più al sicuro nel ricevere informazioni su un programma di esercizi da una figura sanitaria autorevole, come un infermiere o un fisioterapista. Altri fattori che faciliterebbero la partecipazione all’allenamento sono [1920]:

  • ricevere un riscontro da parte dell’oncologo;
  • ricevere l’approvazione da parte di un professionista sanitario;
  • fissare degli obiettivi individualizzati;
  • poter accedere ad un programma di esercizio a basso costo;
  • avere un programma di allenamento vario, che includa diverse tipologie di esercizi e diverse varianti dello stesso esercizio;
  • svolgere esercizio fisico in un ambiente sicuro;
  • la presenza di buona musica;
  • la presenza di amici con un ruolo importante nell’aumentare la motivazione.

Brown e colleghi (2012), invece, hanno identificato il sostegno sociale e l’incoraggiamento da parte del coniuge, dei figli o di altri parenti come importanti fattori motivazionali [21].

Conclusione

Nonostante i benefici dell’attività fisica e i consigli del medico e di altre figure professionali sanitarie, molte donne con tumore al seno risultano, oggi, sedentarie. Diverse sono le barriere che separano la donna dall’allenamento, tra cui le proprie credenze sull’esercizio fisico, le emozioni negative e le valutazioni cognitive. Queste, poi, impattano negativamente anche sulla motivazione a compiere determinati comportamenti salutari, come, appunto, praticare attività fisica. Informare meglio le donne circa i benefici derivanti dall’allenamento e i comportamenti che possono essere messi in atto per ridurre l’impatto negativo delle barriere associate all’esercizio fisico e aumentare la motivazione è sicuramente una strategia efficace per aumentare la percentuale di donne fisicamente attive, il che si tradurrebbe in numerosi benefici individuali e per l’intero sistema sanitario nazionale, come ridotti costi per l’ospedalizzazione.  Alla luce di ciò, “Nemo – Allenamento e Cancro” ha sviluppato un programma di esercizio fisico caratterizzato da allenamenti di gruppo condotti da specialisti dell’esercizio fisico in campo oncologico nelle aree verdi della città. Tale programma ha obiettivi specifici per donne con cancro al seno di cui potrebbero beneficiare anche coloro che non hanno ricevuto una diagnosi di tumore. Infatti, tali allenamenti sono aperti anche ad amici e familiari delle donne al fine di includere questi ultimi nel percorso che la donna affronta nel cammino verso la salute e il benessere. La presenza di musica, il basso costo, gli ambienti familiari in cui si conducono gli allenamenti e sicuri e la varietà degli esercizi proposti sono fattori che hanno avuto un ruolo rilevante nella strutturazione dei Nemo Training. Per maggiori informazioni, visitare il sito o cliccare qui

Maria Chiara Carriero© 

Psicologa – Psicoterapeuta in Formazione

Esperta in Psiconcologia e Neuropsicologia


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