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Sessualità e cancro al seno quali sono le implicazioni psicologiche 1

Sessualità e cancro al seno quali sono le implicazioni psicologiche 1

Dopo una diagnosi di cancro al seno potrebbero insorgere alcune problematiche a livello psicologico che possono bloccare o, in qualche modo, far sottovalutare l’importanza della sessualità e del rapporto di coppia. In questo articolo esploreremo alcune componenti psicologiche come ansia, depressione e cambiamento dell’immagine corporea che potrebbero limitare la sessualità con il partner. Inoltre, grazie ad alcuni accorgimenti sui ritmi di vita verso se stessi e il partner, questi problemi potrebbero essere risolti.

L’importanza della sessualità a livello psicologico

Vivere con un cancro al seno viene descritto, da molte donne, con la seguente affermazione:

“Un lungo tunnel in cui non si vede la luce e la via d’uscita”

Da un punto di vista psicologico, il cancro rappresenta uno stop alla normalità e, ancora di più, alla quotidianità. È importante, in questa delicata fase, non sottovalutare i rapporti familiari e il proprio partner, che rappresenta un solido supporto durante tutto il periodo della malattia. In particolare, la sessualità rappresenta, per molte persone, un aspetto importante per la propria qualità di vita.  In quest’ottica, è necessario continuare a viverla serenamente, sia durante la malattia sia dopo la guarigione dal cancro.

Da un punto di vista psicologico, diversi sono i fattori che influenzano negativamente la sessualità come, ad esempio, l’ansia, la depressione e il cambiamento dell‘immagine corporea. Tali fattori scaturiscono, spesso, durante il periodo di terapia. Infatti, a seguito di una diagnosi di cancro al seno, seguire terapie come la chemio, radio e/o ormone terapia è indispensabile per combattere la malattia, ma è anche particolarmente stressante per la vita della donna [1]. L’impatto che tali trattamenti hanno sulla salute e benessere psicologico variano sicuramente da donna a donna, ma in tutti i casi le cause vanno ricondotte ad un particolare timore relativo all’esito negativo del trattamento e ai meccanismi neurobiologici scaturiti dal trattamento stesso. Vediamo in dettaglio quali possono essere le implicazioni psicologiche del cancro al seno e delle principali terapie oncologiche sulla sessualità della donna.

Implicazioni psicologiche nell’intimità

L’ansia, la depressione e i cambiamenti dell’immagine corporea sono le principali e più comuni condizioni con cui si scontra una donna con cancro al seno, durante e/o dopo le terapie oncologiche. Nei nostri articoli, abbiamo più volte ripetuto che tali condizioni hanno un impatto negativo sulla salute e benessere generale della donna. Ma qui vogliamo concentrarci sulla sessualità e sull’intimità della stessa. Prima di entrare un po’ più nel dettaglio sui fattori psicologici precedentemente citati, è importante sottolineare come ogni donna reagisce alla malattia in modo unico. E in questo modo di reagire, la donna, spesso, non è sola. Parenti, amici e partner giocano un ruolo fondamentale. Tuttavia, non sono rari i casi in cui uno o più di queste persone chiave per la vita della donna, e soprattutto il partner, si chiude in sé stesso/a e inizia a sembrare distaccato/a, insensibile, freddo/a. Spesso, questi atteggiamenti e comportamenti nascondono disagio, paura, preoccupazione e, soprattutto, empatia per la persona che si ama. Il cancro, come qualsiasi altra malattia, è una condizione che non colpisce solo la donna, ma anche tutte le persone a lei care. Ma, per ora, concentriamoci sull’ansia, depressione e cambiamenti dell’immagine corporea [2] e vediamo quali potrebbero essere le soluzioni che potrebbero coinvolgere la donna così come i suoi cari.

Ansia e Depressione

I disturbi d’ansia e la depressione hanno delle caratteristiche specifiche, che possono inficiare la sessualità. Queste implicazioni psicologiche possono rappresentare una delle conseguenze di una diagnosi di cancro al seno. Una persona che soffre di un disturbo d’ansia, ad esempio, si preoccupa molto per ogni aspetto della sua vita, passa molto tempo a ruminare su tutte le sue preoccupazioni, è spesso irritata, irrequieta, ha disturbi del sonno come insonnia o difficoltà ad addormentarsi [3]. Chi soffre, invece, di depressione tende ad avere un umore deflesso per la maggior parte del giorno, tende a isolarsi da tutto e tutti, perde interesse e piacere per delle cose che in precedenza si svolgevano piacevolmente, come la sessualità, c’è un abbassamento dell’autostima, si presentano cambiamenti significativi del peso corporeo.

Come ben si può intendere, la presenza di questa sintomatologia può cambiare notevolmente la sessualità con il proprio partner. Entrambi, sia la donna sia il partner possono passare molto tempo a trovare soluzioni su come ridimensionare alcuni sintomi, mettendo da parte la propria sessualità e quella di coppia.

Essere giù di morale, non avere fame, essere irritati o avere dei disturbi del sonno, chiedersi “perché proprio a me?”, “dove ho sbagliato?”, provare rabbia e dire “devo combattere contro quella st*****” [4] sono tutte reazioni che dopo la comunicazione della diagnosi sono assolutamente “normali”. Tuttavia, si dovrebbe far in modo che tali condizioni non siano presenti anche quando quando il tumore viene sconfitto.

Sessualità e cancro al seno quali sono le implicazioni psicologiche 2

Cambiamento dell’immagine corporea, autostima e sessualità

La scienza conferma che circa un terzo delle donne trattate per cancro al seno manifesta, anche a distanza di tempo, e dopo aver completato con successo le cure, una sofferenza emozionale direttamente associata a una distorta immagine del corpo. Le donne con cancro al seno sono esposte a forti cambiamenti nel loro aspetto fisico, come il cambiamento estetico per la perdita del seno, la caduta dei capelli, le cicatrici, ma anche i mutamenti di peso causati da trattamenti sistemici con chemioterapia o ormonoterapia.

Inoltre, i cambiamenti dovuti agli interventi chirurgici minano fortemente anche l’autostima. Ci si ritrova davanti ad uno specchio e ci si rende conto che il proprio corpo è cambiato. Infatti, dopo una mastectomia radicale, ossia asportazione del seno, una delle preoccupazioni principali delle donne è il potersi sentire “meno donne” e i dubbi maggiori sono rivolti al partner e alla possibilità di non poter piacere più.  

Ci sono, a questo proposito, alcuni pensieri ripetitivi o anche delle frasi che vengono riferite ai medici o agli psicologi dalle donne e che possono limitare o inibire la sessualità con il proprio partner. Per esempio:  

“Non mi sono ancora guardata allo specchio”

“Non voglio che mio marito mi veda con questa brutta cicatrice”

“Non sono più come prima”

“Non ero sicura di poter gestire ciò che ora mi è rimasto, ossia una specie di seno grumoso e un sacco di cicatrici”

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Strategie da mettere in atto

Alcune soluzioni che potrebbero essere utili per ridimensionare l’ansia, un umore deflesso o una bassa autostima dovuta a un radicale cambiamento del proprio corpo possono essere le seguenti:

  1.   Affidarsi ad uno psicologo, per quanto possa sembrare difficile per svariati motivi, rappresenta una delle principali strategie attraverso cui è possibile ri-vedere da altre prospettive i problemi legati alla sessualità. Insieme allo psicologo è possibile cercare una soluzione. Potrebbe nascere la possibilità di rivedere in una chiave del tutto nuova il proprio sè, le modalità con cui affrontare i problemi, sperimentare nuove modi di vivere la sessualità o come instaurare relazioni positive, all’interno di un ambiente, non solo fisico, riservato ed empatico. Quando si parla di “affidarsi ad uno psicologo”, non si intendono solo incontri di supporto psicologico o di psicoterapia individuali, ma anche di coppia.  
  2.   Frequentare i gruppi di auto-mutuo-aiuto rappresenta un’altra grande opportunità per poter affrontare l’ansia, i momenti di grande sconforto o di umore deflesso [5]. I gruppi di auto-mutuo-aiuto sono dei gruppi di supporto, formati dalle 7 alle 10 persone che hanno in comune alcune caratteristiche. I gruppi sono condotti da uno psicologo o psicoterapeuta che incoraggia la comunicazione tra i membri. Gli incontri possono essere distribuiti in 5-6 giornate, ogni due settimane della durata di un paio d’ore per incontro. Solitamente nel primo incontro ci si presenta, si spiega il motivo per cui si inizia un percorso di auto-mutuo-aiuto e si introduce un argomento che interessa tutti i membri. Negli incontri successivi sono gli stessi partecipanti a scegliere le tematiche da trattare e a parlarne tra loro. I vantaggi dei gruppi di auto-mutuo-aiuto sono molteplici, tra cui, primo fra tutto, il condividere i problemi in comune, scambiare informazioni e consigli utili, imparare dalle esperienze di donne che hanno vissuto lo stessa condizione e che hanno trovato strategie utili per fronteggiarle. I gruppi di auto-mutuo-aiuto permettono di sentirsi “sulla stessa barca”. Questa sensazione rassicura la donna sul non essere la sola a dover combattere la battaglia contro il cancro al seno e che ci sono anche altre persone che hanno gli stessi pensieri o le stesse reazioni come la paura di far vedere al partner le cicatrici. Insomma, ci si sente capite e questo è il primo passo verso l’apertura al mondo e la messa in atto di strategie propositive e proattive verso lo “star meglio”.

Come mantenere la sessualità con il proprio partner

Molto spesso, dopo una diagnosi di cancro al seno emerge la paura delle donne nel farsi toccare il seno durante le situazioni di intimità, e in particolare durante il petting e le espressioni affettive. La donna, infatti,  non solo potrebbe sentire il suo seno come “estraneo”, ma avere anche paura di sentire dolore [6]. Quando si parla di petting si intendono tutte quelle effusioni e gesti di natura sessuale come baci, carezze, abbracci che aumentano l’eccitazione sessuale. In queste fasi è consigliabile parlare con il partner relativamente su come dovrebbe toccare il seno e come potrebbe far sentire a proprio agio la donna.

Ci sono alcune accortezze da avere per poter mantenere un buon livello di sessualità propria e con il proprio partner. A questo proposito, una delle prime cose da fare è mantenere un buon livello di comunicazione con il partner. D’altronde, bisogna sempre ricordarsi che “è impossibile non comunicare” [7]: l’espressione del viso, gli abbracci dati o evitati, i silenzi, sono tutte modalità mediante cui è possibile comprendere, correttamente o non correttamente, cosa il nostro interlocutore ci vuole comunicare. Oltre a parlare chiaramente di ciò che sta succedendo, di quali potrebbero essere le conseguenze, potrebbe essere utile un gesto d’affetto nei confronti del proprio partner. Un semplice abbraccio, un bacio o il tenersi per mano mentre si passeggia rappresentano quelle dimostrazioni d’affetto che non dovrebbero mancare nel mantenere un sano rapporto di coppia anche nella sua intimità. E questo non vale solo per la donna, ma anche per il parter.  

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Conclusione

Come si è già detto nei precedenti paragrafi, è “normale” avere un umore basso, essere irrequieti e ansiosi su come andranno le cose. Ma è importante impegnarsi e fare in modo che questi pensieri siano solo di passaggio e che non vadano a limitare la donna nella quotidianità. Per questo è fondamentale circondarsi degli affetti più cari, parlare con loro e fare qualcosa che prima si era sempre rimandato. Iniziate a sperimentare cose nuove, come corsi di fotografia o di pittura, yoga, meditazione, ginnastica dolce. Insomma, prendetevi cura di voi stesse non solo in relazione alla malattia, ma anche nella salute.

Una delle parole che viene maggiormente utilizzata in psiconcologia è resilienza, termine che è preso in prestito dalla fisica ma che sta proprio a significare la capacità di rialzarsi dopo delle cadute, dei traumi, dei dolori e imparare da questi a guardare alla vita con un occhio diverso. In questi termini è possibile sperimentare la sessualità “con occhi diversi” e avere la possibilità di sperimentare con il proprio partner cose nuove. A proposito di resilienza, riportiamo una frase di una cara amica con cancro al seno, che una volta ha detto:

lo so che è brutto da dire, e forse non lo dovrei manco dire, ma il tumore al seno mi ha dato una nuova vita, adesso faccio cose che prima non facevo. Ogni giorno per me è un giorno in cui imparare qualcosa, mi soffermo di più sulle cose, sui rapporti a cui tengo”.

Il team di NEMO crede fortemente all’importanza di riprendersi la vita da dove la si è lasciata e provare ad apprezzarla  anche nelle piccole cose. Nasce una nuova consapevolezza, quella di essere una donna diversa e probabilmente migliore.

“Ho provato ad affogare i miei dolori, ma hanno imparato a nuotare.”

[Frida Kahlo]

Carmen D’Elia ©

7. Watzlawick, P., Beavin, J.H., Jackson, D.D. (1967). Pragmatica della comunicazione umana. Roma: Astrolabio, 1971.

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