Soluzioni per i disturbi del sonno nel cancro al seno: l’attività fisica è efficace?

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I disturbi del sonno sono tra i principali sintomi del cancro al seno ed effetti collaterali delle terapie oncologiche. Tra le soluzioni adottabili per contrastare tali problemi troviamo i trattamenti farmacologici, le terapie psicologiche e l’attività fisica. Un recente studio ha analizzato gli effetti di diverse forme di attività fisica, incluse le pratiche mindful, in relazione alla quantità e qualità del sonno delle donne con cancro al seno. Quale sarà risultata più efficace? 

L’importanza di dormire il giusto numero di ore

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Per noi esseri umani, dormire è importante almeno quanto bere e mangiare. Cercare di dormire il giusto numero di ore, stabilito tra le 7 e le 8 ore a notte [1], è cruciale per la nostra salute, fisica e mentale. Infatti, una insufficiente (≤ 6 ore) o eccessiva quantità di riposo (≥ 9 ore) risulta essere associata ad un maggiore rischio di incremento del peso, obesità, disfunzioni metaboliche, diabete e patologie cardiovascolari [1]. Teoricamente, basterebbe dormire la giusta quantità di ore giornaliere per ridurre il rischio di sviluppare queste condizioni cliniche e migliorare il proprio stato di salute. Tuttavia, non sempre siamo nella posizione di decidere quante ore dormire ogni notte e coloro che hanno ricevuto una diagnosi di cancro al seno lo sanno molto bene, dal momento in cui le disfunzioni legate al sonno rientrano  tra i principali sintomi della malattia ed effetti collaterali delle terapie oncologiche [2, 3, 4, 5, 6].

Per i pazienti con cancro al seno, riposare in modo adeguato significa, non solo ridurre la possibilità  di incorrere nelle problematiche cliniche sopracitate (per le quali , comunque, sono già abbondantemente a rischio), ma anche: 

  • ridurre il rischio di sviluppare disfunzioni cognitive e del sistema immunitario [7]
  • ridurre la sensazione di dolore [8]
  • ridurre il rischio di sviluppare condizioni cliniche legate all’ansia e alla depressione [9]
  • migliorare la qualità della vita relativa alla salute [8]
  • aumentare la sopravvivenza e ridurre il rischio di decesso per cancro al seno o per altre cause [10, 11]

Le possibili soluzioni per le disfunzioni del sonno

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Da quanto detto finora, è possibile comprendere la particolare importanza dello sviluppo di  strategie efficaci volte al miglioramento della quantità e qualità del sonno nei pazienti con cancro al seno. Attualmente, esistono diverse soluzioni efficaci:

  1. farmaci ipnotico-sedativi: una prima soluzione deriva dalla medicina occidentale che propone l’assunzione di farmaci come il Diazepam, benzodiazepina conosciuta anche con il nome di Valium, e lo Zolpidem, composto non benzodiazepinico maggiormente indicato nel trattamento a breve termine dei disturbi legati al sonno. Lo svantaggio di questa soluzione è la presenza di effetti collaterali e indesiderati, come l’amnesia, reazioni paradosse (es, inquietudine, irritabilità, agitazione e aggressività), ansia e depressione [12].
  2. terapia cognitivo-comportamentale: è la soluzione proposta dalla psicologia, risultata efficace nella gestione dei disturbi del sonno nel cancro al seno [13, 14]. Si tratta di un trattamento non farmacologico che utilizza tecniche cognitive e comportamentali al fine di modificare credenze, atteggiamenti e abitudini disfunzionali per l’individuo. Per quanto potenzialmente fondamentale e priva di effetti collaterali, questo tipo di terapia non è sempre accessibile a causa del numero esiguo  di psicoterapeuti esperti in materia (sia per questo tipo di terapia, nello specifico, sia nei disturbi del sonno, più in generale) e per via del costo delle sedute che in molti non possono sostenere.
  3. attività fisica: è la soluzione proposta dagli specialisti del movimento per la salute. Dato il suo impatto positivo sulla qualità del sonno nei pazienti  con il cancro al seno, dimostrato scientificamente [7], l’attività fisica rappresenta un’ottima alternativa al farmaco e alla terapia psicologica, soprattutto nei casi meno gravi. Inoltre, a differenza delle precedenti soluzioni, l’attività fisica non presenta effetti collaterali e indesiderati ed è accessibile a tutti, sia in termini di disponibilità sul territorio che  economici. 

Quale tipo di attività fisica è più efficace?

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Quando parliamo di attività fisica per il miglioramento del sonno, non parliamo di una sua tipologia in  particolare. Piuttosto, ci riferiamo sia all’attività fisica spontanea che ad una varietà di altre forme  che sono strutturate, pianificate, ripetitive ed esplicitamente finalizzate a migliorare la forma fisica e la salute dell’individuo. Tra queste ultime troviamo:

  • attività aerobiche, come camminare, correre, nuotare, ballare, andare in bici e tante altre attività che prevedono un particolare stimolazione dell’apparato cardiovascolare;
  • allenamenti contro resistenze, caratterizzati da esercizi in cui bisogna superare una resistenza che può essere definita dal proprio peso corporeo, da piccoli attrezzi o da macchinari isotonici;
  • pratiche mindful, come lo Yoga e il Qigong, attività caratterizzate da un alto grado di consapevolezza e attenzione rivolta verso i movimenti del corpo, solitamente descritti come lenti e fluidi.

Nel settembre 2018, un gruppo di ricercatori degli Stati Uniti si è riunito con l’obiettivo di revisionare tutti gli studi che hanno indagato l’efficacia dell’attività fisica nel miglioramento del sonno nei pazienti con cancro al seno. Si tratta del primo lavoro di revisione della letteratura ad essere esclusivamente focalizzato sul cancro al seno e ad includere anche pratiche mindful [7]. Da tale lavoro è emerso che, su 15 ricerche scientifiche che hanno indagato la relazione causale tra attività fisica e sonno nelle donne con cancro al seno, 11 hanno riportato miglioramenti significativi. Tra questi, la maggior parte hanno preso in esame l’effetto di attività di tipo aerobico, soprattutto il camminare, e tutti hanno dimostrato dei benefici per i pazienti. Anche l’unico intervento basato su esercizi contro resistenze è risultato efficace nel contrastare i problemi di sonno. Relativamente alle pratiche mindful, invece, i risultati sono ambigui: solo 2 studi su 5 hanno riportato dei benefici per le donne con cancro al seno, mentre gli altri non hanno riportato effetti significativi.

Interessante notare che gli studi che hanno riportato benefici per i pazienti, facevano riferimento non solo all’effetto dell’attività fisica svolta al termine delle terapie oncologiche, ma anche a piani di allenamento seguiti  prima o durante i percorsi di radioterapia o chemioterapia ed immediatamente dopo l’intervento chirurgico. Tuttavia, nessuno degli studi che hanno previsto l’utilizzo dello Yoga o Qigong durante le terapie oncologiche ha riportato dei benefici per le donne. 

In poche parole…

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Dormire è fondamentale per la nostra salute presente e futura e, per fortuna, la scienza ha trovato delle soluzioni per contrastare le disfunzioni legate al sonno. Tra queste troviamo i farmaci, la psicoterapia e l’attività fisica. Dai risultati emersi dalla prima revisione della letteratura incentrata sulla relazione tra attività fisica e sonno nelle donne con cancro al seno, è possibile affermare che l’esercizio aerobico, e in particolare camminare, è la forma di attività fisica più efficace. Tali evidenze sono in linea con le raccomandazioni internazionali in tema di salute, cancro al seno e attività fisica le quali prevedono 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica svolta a moderata intensità oppure 75 minuti se si passa ad una intensità vigorosa. Invece, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, le pratiche mindful non sono risultate efficaci per la gestione delle problematiche del sonno. Probabilmente, futuri studi contribuiranno a comprendere meglio il reale effetto di queste pratiche che uniscono il movimento alla meditazione. Ma fino a quel momento, la migliore strategia adottabile da tutte le donne con cancro al seno e disturbi del sonno è la seguente: camminare il più possibile, in tutte le fasi temporali della terapia (cioè, prima, durante, dopo e a distanza di tempo dal termine), ad una intensità da moderata a vigorosa, nel rispetto dello stato di salute specifico della donna.     

Antonio De Fano © 

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