Tumore al seno: praticare Yoga è davvero benefico?

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Lo Yoga è sempre più riconosciuto come approccio complementare che integra il trattamento medico tradizionale per il tumore al seno. Tuttavia, possiamo davvero considerare lo Yoga come uno strumento utile al miglioramento della salute e benessere delle donne? Anche se non clinicamente rilevante, i pochi studi “di qualità” condotti finora sembrerebbero supportare l’ipotesi secondo cui lo Yoga può essere utilizzato per ridurre alcuni sintomi della malattia ed effetti collaterali delle terapie oncologiche.  

Introduzione

È ormai noto che i programmi di attività fisica possano migliorare significativamente il funzionamento fisico e cognitivo della donna con tumore al seno, oltre ad avere effetti benefici sul benessere psicologico, qualità della vita e salute mediante numerosi meccanismi diretti e indiretti. Una specifica forma di attività fisica, rientrante nella categoria chiamata “Mindful Movement”, sempre più riconosciuta come approccio complementare che integra il trattamento medico tradizionale per il tumore al seno, è lo Yoga. Ad oggi, la maggior parte dei centri oncologici statunitensi del National Cancer Institute, non solo includono informazioni sullo Yoga sui loro siti web, ma offrono anche dei corsi in loco [1]. Inoltre, da un recente studio, anch’esso condotto negli Stati Uniti, è emerso che circa il 1 cancer survivor su 10 ha almeno provato lo Yoga [2]. Nonostante la mancanza di dati relativi alla popolazione italiana, sembrerebbe che la situazione non sia molto differente da quella degli Stati Uniti, quantomeno nelle grandi città come Roma e Milano, dove diversi centri per tumore al seno offrono tale servizio. L’interesse per lo Yoga in ambito oncologico si evidenzia anche dal continuo incremento degli studi scientifici pubblicati negli ultimi 40 anni, con un picco di ben 60 articoli pubblicati solo nel 2017 [3]. Dunque, stabilire se lo Yoga può essere considerato un intervento complementare benefico ed efficace per la gestione dei sintomi della malattia e degli effetti collaterali delle terapie oncologiche è di fondamentale importanza per lo sviluppo di un’appropriata terapia integrata di supporto al tumore al seno.

La pratica dello yoga

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Lo Yoga affonda le sue radici nella filosofia indiana ed è stato parte della tradizionale pratica spirituale indiana per circa 4000 anni [4]. Lo yoga è una pratica che racchiude elementi etici e spirituali, l’attività fisica, la respirazione e la meditazione [4, 5]. Anche se, originariamente, lo Yoga si è sviluppato come pratica spirituale, nel tempo è divenuto uno strumento utilizzato per lo più al fine di promuovere stili di vita sani e attivi e per supportare il benessere fisico e mentale [4, 5]. Nei Paesi occidentali, lo Yoga è spesso associato a posture, chiamate asana, a tecniche di respirazione, chiamate pranayama, e alla meditazione, chiamata dyana [4, 5]. Contrariamente a quanto si potrebbe ingenuamente pensare, la meditazione e le tecniche di respirazione sono parti intrinseche della pratica dello Yoga.

Gli effetti dello yoga nel tumore al seno

Uno studio di revisione condotto nel 2017 dalla Cochrane Collaboration, un’organizzazione no-profit internazionale finalizzata a raccogliere, valutare e diffondere le informazioni relative all’efficacia e sicurezza degli interventi sanitari, ha individuato e analizzato tutti gli studi sperimentali considerati “di qualità” pubblicati fino al 2017, che hanno investigato gli effetti dello Yoga nelle donne con tumore al seno durante la terapia o a distanza di 5 anni dalla diagnosi [6]. 

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La specifica tipologia di Yoga variava tra gli studi, ma in tutti i casi includeva la componente fisica (le posture), la respirazione e la meditazione. Anche la durata dell’intervento è risultata variare dalle 12 sedute della durata di 60 minuti alle 24 sedute della durata di 90 minuti. La maggior parte degli studi ha confrontato il gruppo di donne che seguiva il programma di Yoga con un gruppo di donne inserite in una lista di attesa (dunque, che non seguiva alcun tipo di terapia complementare). Altri studi, invece, hanno confrontato tale gruppo con uno che seguiva un programma psicosociale ed educativo oppure con un gruppo di donne sottoposte ad un programma di attività fisica consistente in esercizi di stretching o attività aerobica. Le variabili incluse nel presente studio di revisione, ovvero gli aspetti presi in considerazione dagli studi condotti fin ora su Yoga e tumore al seno, sono: 

  • Qualità della vita relativa alla salute
  • Sensazione di Fatica
  • Ansia
  • Depressione
  • Disturbi del sonno

In linee generali, basandosi su quanto riportato dallo studio di revisione oggetto del presente articolo, si potrebbe affermare che lo Yoga sia una pratica mindful in grado di ridurre la sensazione di fatica indotta dalla malattia, così come l’ansia, la depressione e i disturbi del sonno, e migliorare la qualità della vita relativa alla salute, nonostante tali benefici non siano risultati clinicamente significativi. Più nello specifico, se confrontato con il gruppo in lista di attesa, le donne nel gruppo di Yoga hanno riportato una riduzione della sensazione di fatica e dei disturbi del sonno e un miglioramento della qualità della vita, con nessun effetto su ansia e depressione. Tuttavia, se questo è vero per le donne che avevano completato la terapia, per coloro sottoposte a terapia farmacologica, gli unici benefici dello Yoga sono emersi in relazione alla sensazione di fatica. La riduzione della sensazione della fatica indotta dal cancro e dalle terapie oncologiche per mezzo dello Yoga è un beneficio emerso anche quando tale pratica mindful è stata confrontata con interventi di natura psicosociale ed educativa, ossia con interventi mirati ad educare le pazienti su tutto ciò che riguarda il tumore al seno e la sua gestione. Tuttavia, tale beneficio non è emerso nel caso di donne in terapia. Per esse, invece, lo Yoga si è dimostrato essere un efficace ansiolitico e anti-depressivo. Inoltre, lo Yoga ha mostrato dei vantaggi anche in relazione ai disturbi del sonno. Ma, dal momento in cui solo una ricerca si è occupata di investigare tale relazione causale, non è possibile giungere a conclusioni. 

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Dunque, da quanto detto fin ora, si potrebbe affermare che, al fine di migliorare la condizione di salute e di benessere di donne con una diagnosi di tumore al seno, praticare Yoga è sempre meglio di non praticare alcuna attività. Inoltre, di fronte ad una scelta tra il praticare Yoga e seguire interventi psicosociali-educativi, sarebbe preferibile scegliere la prima opzione anziché la seconda. Invece, se confrontassimo lo Yoga con programmi di attività fisica, le cose cambiano. Infatti, i pochi studi che hanno confrontato lo Yoga con programmi di stretching o attività aerobica non hanno riscontrato alcuna differenza, tra i due tipi di interventi, in termini di sensazione di fatica e qualità della vita.  Invece, nessun dato è disponibile in relazione a ansia, depressione e disturbi del sonno. 

Conclusioni

Nonostante la mancanza di sufficienti evidenze scientifiche relative alla rilevanza clinica dello Yoga in ambito senologico, gli studi condotti finora inducono a considerare tale pratica mindful una potente arma di cui la donna può beneficiare nella sua lotta contro il tumore al seno. Infatti, lo Yoga sembrerebbe avere un effetto benefico soprattutto in relazione alla sensazione di fatica, uno dei principali, e più debilitati, effetti collaterali delle terapie oncologiche. Avvertire una minore sensazione di stanchezza significa, potenzialmente, avere più energie fisiche e mentali per reagire e mettere in atto in una serie di strategie comportamentali utili ad un ulteriore miglioramento delle condizioni di salute e benessere. Dal momento in cui la riduzione della fatica è risultato essere anche uno dei principali effetti collaterali che è possibile contrastare mediante l’attività fisica [7], e considerando che gli effetti dello Yoga sono comparabili a quelli derivanti da programmi di stretching o attività aerobica [6], si potrebbe ipotizzare che l’effetto benefico dello Yoga derivi proprio dalla sua componente fisica piuttosto che da quella meditativa o di respirazione. Tuttavia, per affermare ciò, dovremmo attendere che nuovi studi scientifici vengano condotti.

Un altro principale effetto dello Yoga nel tumore al seno è il miglioramento qualità della vita relativa alla salute, ossia al modo in cui la donna percepisce la sua stessa vita in termini di salute. Anche ansia, depressione e disturbi del sonno sembrerebbe ridursi a seguito di un programma di Yoga, anche se sarebbero necessari ulteriori studi per stabilire una effettiva relazione causale tra tale pratiche e le variabili appena menzionate. Ad ogni modo, così come nel caso della riduzione della sensazione di fatica, il miglioramento del benessere psicologico della donna può assumere un ruolo rilevante per l’intero percorso terapeutico in quanto, per esempio, potrebbe aumentare l’adesione alle terapie e migliorarne gli effetti così come aumentare le possibilità dell’adozione di uno stile di vita attivo e sano. 

Dunque, in attesa di futuri studi in grado di far luce sui reali effetti dello Yoga per la salute e il benessere delle donne con tumore al seno, il nostro suggerimento, basato sulle evidenze scientifiche, è di preferire programmi di allenamento fisico completi, che includano l’attività aerobica, esercizi per la forza e allungamento muscolare e per la mobilità articolare. Tuttavia, in presenza di limiti che impediscano di seguire tali programmi di allenamento, lo Yoga può rappresentare un’ottima alternativa per la gestione della malattia, a supporto delle tradizionali terapie oncologiche.

Antonio De Fano © 

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