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ottobre in rosa

ottobre in rosa

“Chemiotour” ho scelto questo titolo buffo per definire questa avventura estiva che di buffo ha poco, ma che ha tanto di avventuroso.

Ho scelto l’ironia, mia fedele compagna nel quotidiano vivere e più che mai in questa storia nella totale calura estiva di Firenze.

Colmo della fortuna mi sono beccata i mesi più torridi, giugno, luglio, agosto, etc. Mi hanno diagnosticato un linfoma alla mammella sinistra, cosa un po’ anomala ma c’è, fastidioso, bruttino a vedersi, e da curare con la chemioterapia, 6 cicli di 2 giorni ogni 21.

La valanga che ti piomba addosso è notevole, e dal giorno dopo cominciano le giornate a Careggi, analisi sangue a tappeto, tac, pet, intervento per cvc, ecodoppler cuore, bom, e chi più ne ha più ne metta, esegui, non hai tempo per pensare, e credo sia davvero meglio così, né di renderti conto di quello che ti sta accadendo.

Poi dopo una ventina di gironi stracolmi di analisi e attese giunge la prima chemio.

Non so dire l’emozione della chemio, dei farmaci da prendere, del cortisone che detesto, e di tutto quello che mi è piombato addosso e che ho cercato di accettare con un atteggiamento estremamente positivo, e per me che non prendo mai farmaci, è stato come stravolgere da un giorno all’altro tutta la mia vita.

Ma mi sono sentita subito “contenta”, lo so che può sembrare utopistico, affermare una cosa del genere, ma ero felice di curarmi, di occuparmi di me, di ascoltare i messaggi che il mio corpo mi trasmetteva, ascoltare i suoi bisogni, ha fatto molto bene anche alla mia anima, che mi sorride e mi sostiene in questa lotta.

Non mi sono mai sentita “malata”, ma sempre la stessa persona con un problema da affrontare e da risolvere e che la formula migliore era sicuramente mettere in movimento tutta l’energia possibile, non ho mai smesso di sognare, di volermi bene, di mettermi tutte le creme necessarie per la pelle, di cucinarmi le verdure utili a farmi stare bene, ad aiutarmi con tutti i mezzi possibili e immaginabili, e soprattutto ad accettare l’aiuto di tutto e di tutti, il grande “amore” che ho sentito di tante persone, non che non lo sapessi, ma è stata una constatazione reale più che di una volta mi ha commosso.

Ho capito che devi “aiutare” gli altri ad “aiutarti”, perché la tua vita cambia, così i tuoi orari, i tuoi tempi, vivo un po’ da “vampiro” per evitare i raggi del sole, sguscio fuori all’alba e riemergo al tramonto. Mi sento sempre un po’ “strana”, sarà la chemio che mi circola nelle vene, complice il caldo, le sensazioni sono molteplici, di giorno in giorno non so mai cosa mi aspetta, o per meglio dire so che tutto quello che mi aspetta è per lo più fastidioso, a volte difficile da reggere, ma solo raramente ha un po’ di paura. La paura, che strana cosa, la paura di non reggere il ritmo, di non sopportare il caldo, di cadere in depressione, ma sono solo attimi di riflessione, a volte di sfogo di lacrime, ma cerco sempre di reagire, di non farmi afferrare dal vortice “malattia”, e come dice Confucio: “La nostra felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel sollevarsi dopo una caduta”.

Sto andando a fare la quarta chemio, è per me un piccolo grande traguardo, ho superato agosto e non sono crollata al caldo torrido che ci sta tormentando da settimane.

In fin dei conti, poi, qualche volta, posso anche permettermi di essere “umana” e in quanto tale vivermi tutte le emozioni del momento.

Donna: Maria Fumarolo

Fonte: Lilt Sezione Provinciale Firenze

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