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ottobre in rosa

ottobre in rosa

Sono passati cinque anni da quel 27-6-2007 e la sensazione che ho addosso è quella di una strana coperta patchwork… tanti pezzi di diverse fogge e colori uniti insieme.

Colori scuri, sfumature che passano dal Blu notte al Nero assoluto, sono presenti nei primi “ritagli”… i ricordi della “sentenza”.

Queste tinte fosche ombreggiano il mio viso.

Come in una foto in bianco e nero, il dolore scava i volti, accentua i chiaro scuri, enfatizza lo sguardo.

Sguardo impaurito, deluso, disilluso, a volte vuoto a volte colmo di lacrime, a volte pieno di tenerezza, quando si posa sulle mie bambine; lo stesso sguardo, a volte in preda alla paura:

Paura di non vederle diventare donne,

di non poter asciugare le loro lacrime, primizie di amori adolescenti.

Paura di non esserci a sostenerle nelle prime scelte importanti…

Paura di essere per loro un ricordo invece di una solida certezza.

Rosso sangue per ricordare i tagli sui miei seni e le ferite dell’anima.

Profondamente colpita in tutto ciò che significa “maternità”, “femminilità”.

Approccio doppiamente fallimentare, nascita di una figlia “speciale”, gli stessi seni che con fatica hanno allattato si trovano straziati, mutilati, ricostruiti.

Il Bianco (grigio) dell’attesa sottesa….

giorni estivi passati ad attendere la risposta istologica, giorni luminosi contro il buio dell’anima.

Lo stridore di una giornata di sole,

tutto parla di bellezza infinita… anche le mie lacrime sono belle, cristalli di caldo sale.

Mi distraggo leggendo.

I toni Verdi o Azzurri del mare sono l’inizio della Rinascita.

L’incontro con donne legate dallo stesso destino, con operatori attenti alle pieghe dell’anima. Ognuno con la propria capacità, con risorse messe a nostro beneficio: fisioterapia, psicologia, arte, musica, danza, scrittura, yoga.

Aiutata a mettere ordine nel mio giardino interiore,

a trovare collocazione ai pensieri, al dolore, alle emozioni, ai timidi tentativi di dare una svolta alla mia vita.

Aiutata nella ricerca del senso del mio esistere, nella ricerca di me,

dando ascolto alla me più nascosta… movenze da farfalla, delicata come le porcellane giapponesi.

Aiutata a ricordare… immagini di me bambina amata, di me adolescente a respirare il senso di libertà sopra un susino, di me giovane donna piena di sogni.

Aiutata ad accogliere il dolore dell’altro accanto al proprio, in un abbraccio infinito.

Il Giallo (simbolo di sacralità), come i drappi avvolgenti statue, che ho veduto in Oriente, nel mio primo viaggio di sposa;

sacro come gli affetti che ho, che si sono rinsaldati in questo cammino faticoso.

Legami veri, forti, rifugi sicuri, rimasti lì a darmi il braccio.

Giallo come “Mille splendidi soli”, come la Luce che guida i miei passi, come il mio Signore, mio baluardo, mia forza, mia speranza.

In questo viaggio a colori fatto a ritroso mi rivedo e mi vedo… cresciuta e paga.

Incredula del tempo trascorso, della forza trovata, dell’amore ricevuto e dato.

Impaurita, perché no, del futuro che mi aspetta, ma con la speranza negli occhi e in fondo al cuore.

Con la certezza che ogni cosa, anche la più dolorosa, vada vissuta fino in fondo.

Donna: Alessandra Bandinelli

Fonte: Lilt Sezione Provinciale Firenze

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